Salta l’incontro al ministero per la Sangalli

Il vertice romano rinviato per indisponibilità dell’azienda. La preoccupazione del sindaco
San Giorgio di Nogaro 18 giugno 2011.Sangalli Vetro Porto Nogaro Inaugurazione. Copyright PFP
San Giorgio di Nogaro 18 giugno 2011.Sangalli Vetro Porto Nogaro Inaugurazione. Copyright PFP

SAN GIORGIO DI NOGARO. Salta per “indisponibilità dell’azienda” il vertice al ministero per lo Sviluppo economico che doveva tenersi oggi a Roma per la crisi del gruppo Sangalli e a San Giorgio cresce la preoccupazione. Il Gruppo Sangalli non ha ancora deciso se accettare l’amministrazione straordinaria (Prodi bis) o continuare a imporre il concordato di continuità.

Mentre la Regione Fvg «aspetta sviluppi», più preoccupato è il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Pietro Del Frate. «Sono in stretto contatto con l’assessore Bolzonello: stiamo monitorando la situazione. Speriamo che la criticità di Manfredonia, sito da tempo in crisi, non porti implicazioni anche per la Sangalli Porto Nogaro, produttiva da qualche anno. Allo stato attuale, con la rimodulazione del capitale, la Regione con la finanziaria Friulia è socia di maggioranza, per cui come amministrazione siamo consapevoli dell’attenzione posta dall’assessore Bolzonello alla vicenda».

Il sito di Manfredonia preoccupa i sindacati per i problemi che potrebbe creare a quello friulano. «Annullare per la seconda vota un incontro - dice Augusto Salvador della Cisl - non fa bene all’azienda, ai lavoratori e al mercato: l’azienda deve rispondere. A San Giorgio la fabbrica va, il vero problema è Manfredonia, con i lavoratori da mesi in sciopero e senza ammortizzatori sociali. La situazione è complicata e si sta trascinando da troppo tempo».

«Siamo preoccupati per la situazione del gruppo - dice Maurizio Versolatto dell’Ugl -, ma fiduciosi che il lavoro delle istituzioni e della Regione porti a una soluzione per dare continuità a un sito con produzione di alta qualità dove operano lavoratori di grande professionalità e disponibilità nei confronti di un progetto nel quale si sentono coinvolti».

Antonino Mauro della Uil, afferma che «il rinvio si legge in due modi: o vi sono le condizioni per salvare il Gruppo Sangalli (400 dipendenti) come richiesto dai sindacati oppure la politica, quella vera, deve trovare le soluzioni da mettere in campo, in particolare per il sito di Manfredonia, ma soprattutto per quello di San Giorgio che è operativo con il forno in produzione: fermarlo significa creare danni visto che ha soltanto 3-4 anni di vita».

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