L’uomo che vive a Lusevera con l’orso Alessandro

LUSEVERA. La sua storia di allevatore che “convive” con gli orsi nel territorio è già singolare ma quello che rende davvero unica l’esperienza di Alessandro Dosmo è la profonda comprensione dell’ambiente: «È l’uomo - dice - che si deve adattare al territorio in cui vive, non il contrario».
Non siamo i soli ad ammirare il rispetto di questo allevatore per la natura: uno degli orsi “collarati” nel progetto Life Arctos è stato “battezzato” Alessandro in suo onore. Alessandro, con la moglie Graciela Benegas, da circa sei anni ha un’azienda agricola in località Tanatcason, la coppia gestisce anche, da quattro anni, la trattoria Alle Sorgenti, che sorge in un altro punto, vicino al ponte di Musi.
Originario di Feletto, Alessandro è arrivato a Lusevera con la moglie dopo aver lavorato anche in un ristorante di cucina mediorientale a Venezia, sapori che ripropone alle Sorgenti, assieme alla cucina locale e friulana. «L’orso - racconta - è arrivato nella zona di Tanatcason circa due anni fa. I forestali mi avevano detto che a Uccea era passato l’orso: sul momento ne abbiamo riso ma poi, in una notte di temporale, è sparito un asino. Pensavo fosse scappato per il temporale ma poi ho trovato la carcassa. Subito dopo mi ha mangiato due pecore, poi ne ha uccisa un’altra senza mangiarla, poi l’orso è sparito ma in primavera ha predato altre due pecore.
Da quella volta è arrivata l’università, hanno riscontrato che la presenza dell’orso in zona è costante ma non è sempre lo stesso orso». In molti chiedono ad Alessandro se non si arrabbi per le incursioni dell’orso: «Noi - risponde - crediamo nella biodiversità e l’orso ne fa parte, non riusciamo a credere che l’uomo arrivi in un posto e sia il posto che si deve adattare all’uomo. È giusto, invece, che l’uomo trovi il modo di convivere con ciò che lo circonda.
Ciò non significa dare all’orso una pecora al mese, ovviamente, ma coll’università abbiamo iniziato a lavorare anche per capire come far sì che questo non succeda, senza fare danno all’orso ma convivendo nello stesso territorio».
«L'orso “fa notizia” - continua Alessandro - ma noi da quando siamo arrivati abbiamo perso più di una cinquantina di animali da cortile per la volpe, la faina o gli uccelli rapaci». La coppia ha trovato però soluzioni che permettono di adattare l’attività umana all’ambiente, come delle gabbie a prova di volpe. Alessandro ha ricordato l’aiuto importante sia del professor Stefano Filacorda sia del Villaggio degli orsi. La presenza dell’orso sul territorio ha creato però anche grande curiosità. Il plantigrado comunque non attacca l’uomo, anzi solitamente se ne allontana: questa consapevolezza fa vivere tranquilli Alessandro e i suoi familiari.
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