La caccia resta aperta, è polemica

Ambientalisti contro Panontin, che sconfessa il dirigente del suo assessorato

UDINE. Le associazioni ambientaliste del Fvg sono nuovamente sul piede di guerra. E a finire nel mirino è l’assessore alla caccia Paolo Panontin dopo il voto favorevole – in contraddizione con quanto deciso invece dal dirigente regionale – espresso dal componente della giunta al Comitato faunistico regionale sulla prosecuzione dell’attività venatoria nei confronti di tre specie di uccelli migratori: la beccaccia, la cesena e il tordo bottaccio. Ma Panontin respinge al mittente sia le accuse delle associazioni sia l’idea di un assessorato diviso nelle opinioni e nelle scelte d’azione.

«Panontin ha scelto di stare dalla parte del peggior mondo venatorio, contro il mondo scientifico e della ricerca, il ministro dell’Ambiente, i propri uffici e in antitesi con l’interesse pubblico» scrivono in una nota congiunta Lipu, Legambiente, Lega per l’abolizione della caccia, Lega Anti Vivisezione e Wwf. «Il Comitato faunistico Regionale presieduto da Panontin – continua la nota – si è espresso contro la chiusura anticipata della caccia per le tre specie di uccelli migratori. La richiesta di anticipazione era stata avanzata lo scorso dicembre dal ministero dell’Ambiente per evitare l’ennesima procedura di infrazione comunitaria contro l’Italia. Uno dei principi base della normativa europea è quello di evitare di intaccare le popolazioni nel periodo riproduttivo.

Ma in Italia molte regioni non si sono adeguate e tra queste primeggia il Fvg». Per la beccaccia, sostengono gli ambientalisti, già nel 2001 la Commissione europea aveva realizzato un documento in cui impone la chiusura entro la prima decade di gennaio. «Panontin, invece, da presidente del Comitato è stato di diverso avviso – la conclusione – e ha deciso di votare con i cacciatori. Risultato della votazione: sei favorevoli e sei contrari (l’Ispra, le università di Udine e di Trieste, i due rappresentanti delle associazioni ambientaliste, il dirigente del servizio caccia). Ma in caso di parità, il voto del presidente vale il doppio».

Secca la replica di Panontin. «Non sto dalla parte di nessuno – ha detto l’assessore –. La decisione è frutto di un’analisi approfondita svolta anche con il ministero dell’Ambiente. La Ue non ha aperto nessuna infrazione nei confronti dell’Italia, ha solo richiesto a Roma delle delucidazioni. Il voto contrario del mio dirigente? Lui ha scelto in coscienza, probabilmente muovendosi sul terreno della totale prudenza, ma non ci vedo nulla di strano. Lo stesso ho fatto io perché ritengo che, per ora, non ci sia la necessità di modificare il calendario venatorio del Fvg».

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