CoopCa, l’ultima beffa: bruciati altri 8 milioni versati da migliaia di soci

L’azienda si finanziava emettendo certificati azionari remunerati con un premio del 2%. Difficile sperare che siano rimborsati. C’è chi è esposto per decine di migliaia di euro
Tolmezzo 19 dicembre 2014. Assemblea soci CoopCa. © Petrussi Foto Press Srl Udine / Diego Petrussi
Tolmezzo 19 dicembre 2014. Assemblea soci CoopCa. © Petrussi Foto Press Srl Udine / Diego Petrussi

UDINE. Come se non bastassero i 26,5 milioni di euro di prestito sociale incagliato, sulla cui restituzione ci sono tutt’altro che certezze, ora spuntano altri 8 milioni di euro di versamenti da parte dei soci che rischiano di non rivedere più. Perché spulciando nei conti di Coop Carnica e ascoltando le storie di alcuni dei 10 mila soci che hanno dato fiducia all’azienda, si scopre che la cooperativa si autofinanziava non solo attraverso il prestito sociale ma anche con i certificati azionari che venivano emessi.

Le quote

Come ogni cooperativa, la base sociale è composta dai soci che, tendenzialmente, versano una quota minima per essere ammessi. Mediamente l’importo è di 25 euro e spesso viene in parte stornato attraverso l’assegnazione di buoni sconto per un valore simile. Metodi generalmente utilizzati per fidelizzare la clientela. In Coop Carnica per aderire bastavano 26 euro, oltre ad altri 3 euro di spese generali, e si poteva contare su tutti i benefici dello status: partecipazione alle assemblee sociali, sconti su alcuni prodotti, iniziative riservate, attività sociali.

Vendite crollate del 20%: «I giudici ci diano più tempo»

I certificati

In CoopCa è invalso il principio di autofinanziarsi attraverso l’emissione di certificati azionari per più quote del capitale. Per incentivare tale strumento, visto che nelle coop vale il principio “una testa, un voto” e non c’è la ripartizione dei dividendi sugli utili, come avviene nelle altre società, CoopCa concedeva un premio fedeltà per il capitale investito che, negli ultimi 2 anni, è stato pari al 2 per cento di quanto versato. Così nel 2012 la renumerazione di tali certificati è stata di 164 mila 818 euro, l’anno successivo di 154 mila 163 euro per un valore complessivo di capitale versato rispettivamente di 8 e 7,87 milioni di euro.

Un premio che, confrontato con gli interessi derivanti da strumenti di risparmio presenti sul mercato, dai Bot alle obbligazioni, era di tutto rispetto e così centinaia di soci, oltre ad aprire un libretto di prestito sociale, hanno acquistato quote ulteriori di capitale sociale della coop anche per decine di migliaia di euro. Tant’è che, a fine 2013, i 10 mila 399 soci mediamente erano titolari di 750 euro di capitale, ben al di sopra dei 26 euro della singola quota.

L’incentivo

Non solo. Tra gli obiettivi dichiarati dal consiglio di amministrazione di CoopCa anche nell’assemblea del maggio scorso, quando le difficoltà dell’azienda erano evidenti, c’era quello di convincere i soci più vecchi, che non avevano adeguato il valore delle quote all’aumento deciso nell’assemblea straordinaria del 1993 (da 5 mila a 50 mila delle vecchie lire) a spingerli a farlo. «Per la gestione coerente dei benefici riservati in via esclusiva ai soci “attivi” - ha scritto il cda nel bilancio sociale del 2013 - proporremo ai soci - o ai loro eredi stante il tempo trascorso - di dar corso all’adeguamento per averne l’accesso». Una rivalutazione con conseguente immissione di nuovo capitale sociale che avrebbe portato ulteriore ossigeno a una situazione finanziaria boccheggiante.

La disaffezione

Sta di fatto, però, che dal 2007 al 2013 il valore del capitale sociale è diminuito di un milione di euro e solo nel 2013 è calato di 131 mila 482 euro a fronte del recesso di 118 soci che hanno chiesto di riottenere quanto versato (402 mila 298 euro per un valore medio di 3 mila 409 euro) e nonostante l’ingresso di 863 nuovi soci e l’adesione all’aumento di capitale sottoscritto dagli altri che ha portato nelle casse della società 270 mila 816 euro. E’ da capire se negli ultimi mesi prima della richiesta di concordato preventivo c’è stato un fuggi fuggi anche dal capitale sociale e chi ha beneficiato dei rimborsi, tenuto conto che le restituzioni del prestito sociale (3,5 milioni in poche settimane) sono sotto osservazione della magistratura per verificare che non ci siano stati comportamenti di favore

Le prospettive

L’esposizione quindi di CoopCa nei confronti dei soci non è solo pari al prestito sociale (26,5 milioni) ma raggiunge, col capitale versato, oltre 34 milioni di euro. Ma se i prestatori sociali sono a tutti gli effetti creditori dell’azienda e quindi in una eventuale liquidazione godono di una posizione di relativa tutela, per gli oltre 10 mila detentori di capitale - da 26 euro fino a decine di migliaia di euro l’uno, come spiegato - non resta che mettersi alla fine della coda perché proprio il capitale sociale sarà l’ultimo a essere rimborsato, sempre che di soldi, alla fine, ne restino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:coopca

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto