CoopCa, al setaccio l'elenco dei soci rimborsati

Il pm indaga sui 3,1 milioni restituiti prima del blocco. Verifiche in atto su operazioni immobiliari e plusvalenze
Tolmezzo 19 dicembre 2014. Assemblea soci CoopCa. © Petrussi Foto Press Srl Udine / Diego Petrussi
Tolmezzo 19 dicembre 2014. Assemblea soci CoopCa. © Petrussi Foto Press Srl Udine / Diego Petrussi

UDINE. Quali sono i soci prestatori di Coop Carnica che, nel mese e mezzo che ha preceduto il blocco dei risparmi, hanno avuto la prontezza di ritirare il proprio denaro? È la prima domanda alla quale gli inquirenti stanno cercando di dare risposta, nell’inchiesta avviata dalla Procura di Udine a seguito della crisi economico-finanziaria in cui è piombata la cooperativa.

Ecco perchè, in cima alla pila di documenti acquisiti mercoledì dai finanzieri della sezione di Polizia giudiziaria nella sede di Amaro, c’è proprio l’elenco dei nomi e cognomi di chi, con tempismo perfetto, è riuscito a salvare il salvabile.

L'assemblea dei soci CoopCa a Tolmezzo

Un gruzzoletto peraltro abbastanza sostanzioso: stando ai calcoli dei pm - il caso è stato assegnato al sostituto procuratore Elisa Calligaris ed è seguito in prima persona anche dal procuratore facente funzioni Raffaele Tito - e alle notizie confermate anche da una nota ufficiale del presidente Ermanno Collinassi, in quel breve arco di tempo le casse di CoopCa sono state alleggerite di una somma complessiva pari a 3 milioni e 100 mila euro. Per altri 4 milioni e mezzo analoga richiesta era già stata presentata.

Considerato il limite imposto sull’entità di depositi e prelievi, si parla di decine di risparmiatori. «Figli» coloro che hanno recuperato il denaro e «figliastri» gli altri che non lo hanno fatto: questa, in sostanza, l’impressione dei magistrati, che sulla vicenda mantengono tuttavia un riserbo pressocchè totale. Molto più ampio, comunque, il raggio d’azione dell’indagine.

Si punta a “vigilare” sulla procedura di concordato preventivo cui la coop è stata ammessa lo scorso 20 novembre (e che le ha permesso per ora di schivare il rischio fallimento) e si punta anche a verificare la congruità delle operazioni di “finanza creativa” degli ultimi anni, con particolare riferimento agli esercizi 2012 e 2013 e alle plusvalenze ottenute dalla cessione di negozi alla Immobilcoopca, controllata sempre da Amaro.

L’inchiesta, insomma, è appena agli inizi: al momento, nel fascicolo non figura iscritto alcun indagato e non sono state formulate ipotesi di reato. Invariato anche l’atteggiamento di CoopCa: «Massima collaborazione e trasparenza nel fornire documenti», ha ribadito ieri il presidente Collinassi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:coopca

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto