«Agricoltura biologica dove c’era la polveriera»

CODROIPO. Il Comune l’ha messa tra i beni da alienare o da valorizzare. Oltre 350 mila metri quadrati – come riportato nel piano delle alienazioni approvato dal consiglio comunale in settembre – per un valore indicativo che supera i 530 mila euro.
Un’area abbandonata – quella dell’ex polveriera Coseat Brunner – che potrebbe essere destinata all’agricoltura biologica e alla realizzazione di orti urbani da destinare a giovani senza terra.
Un’idea che il perito agrario Graziano Ganzit aveva già suggerito alcuni anni fa, opponendosi all’idea dell’allora giunta Boem di utilizzarla per ospitare grandi eventi. Ora rilancia la proposta all'amministrazione Marchetti.
«Dando una parte di questa terra ai giovani che non ce l’hanno – afferma –, si potrebbero creare vere opportunità di lavoro e di sviluppo perseguendo anche finalità di tipo sociale per ospitare soggetti deboli o magari richiedenti asilo, che così potrebbero imparare a lavorare la terra e diventare davvero autosufficienti. Nel mezzo, una decina di ettari rimarrebbe area tutelata come parco o polmone verde».
Il vecchio sito militare che fu ceduto al Comune di Codroipo in seguito alla dismissione della proprietà del Demanio dello Stato, ora presenta vincoli ambientali come prato stabile. I fabbricati ancora presenti vanno messi in sicurezza. Non tutti sono chiusi. La porta d’ingresso di alcuni è aperta e lascia intravedere all’interno un ampio stanzone vuoto e spoglio.
Ettari di terra a perdita d’occhio a qualche decina di metri dalla Ss 13 in località Prat di Loret. Un’area, certo, da valorizzare. Per molti, come per Ganzit, si dovrebbe puntare sull’agricoltura biologica per utilizzarla creando opportunità di lavoro reali per i giovani e non solo.
Il Comune al momento non ha i fondi necessari per fare investimenti. Lo dice chiaramente l’assessore alle opere pubbliche, Giancarlo Bianchini. «È un’area per buona parte vincolata – spiega –. Diverse persone si sono fatte avanti con proposte per un suo riutilizzo e ben venga che ci siano iniziative interessanti. Al momento, il Comune non dispone delle risorse necessarie per investire su questa zona. Un’idea interessante sarebbe quella di renderla un’area pubblica utilizzando le infrastrutture esistenti dopo averle messe in sicurezza».
Viviana Zamarian
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