Profumo di spezie e ordine: ecco l’appartamento lager

Il caso della donna segregata a San Daniele. Non ha l’aspetto di una prigione la casa di via Mazzini abitata dalla coppia. Il marocchino di 37 anni resta agli arresti domiciliari per le violenze sulla moglie
Udine 26 Novembre 2014 conf st cco Telefoto copyright Petrussi Foto Press Turco Massimo
Udine 26 Novembre 2014 conf st cco Telefoto copyright Petrussi Foto Press Turco Massimo

SAN DANIELE. Il profumo di spezie aleggia nell’appartamento di via Mazzini abitato dalla coppia marocchina finita nei giorni scorsi sulle pagine di cronaca per una brutta storia di botte e segregazione. La casa è piccola ma tenuta con certe piccole attenzioni. Se non fosse per quel tavolino con le gambe di legno per aria e il piano di vetro spaccato sopra un tappeto sgualcito nulla farebbe pensare a sofferenza, prigione o degrado. La casa dove da aprile il marocchino di 37 anni teneva segregata la moglie 24enne non ha dunque l’aspetto della prigione.

Tutto è semplicemente normale e la cosa dà i brividi perché si vorrebbe sempre poter riconoscere il male: i quartieri degradati, i muri sporchi, le case che puzzano e sono sporche incarnano il male nell’immaginario di molti ma quello nella palazzina di via Mazzini ha solo l’aspetto del tipico appartamento occupato da una giovane coppia dai mezzi economici modesti.

Il palazzo all’esterno è decisamente bello con finiture di pregio: le finestre hanno gli scuri di legno, in alcune vi sono le zanzariere, in tutte le finestre vi sono le tende. Alcuni appartamenti sono dotati di terrazzini: lì le ringhiere sono di ferro battuto. Entrando nel palazzo c’è l’androne, poi si fa una rampa di scale e ci sono due appartamenti: uno è quello dove attualmente sta scontando i domiciliari il marocchino che picchiava e teneva segregata la moglie e, in quello di fronte, abita una famiglia di connazionali.

Effettivamente si sente qualche rumore ma tutto è molto ovattato e si fa fatica a distinguere suoni particolari. Chi ha varcato la soglia dell’appartamento dell’uomo che picchiava la moglie pochi istanti dopo l’arresto ha notato fuori posto solo il tavolino posizionato di fronte al divano e le spezie sparse sul pavimento, per il resto non c’era nulla che non andava: non c’erano piatti sporchi nel lavello, i fornelli erano puliti. L’ingresso è piccolo a destra c’è il bagno, di fronte c’è il soggiorno con l’angolo cottura, sulla sinistra la camera da letto composta da letto matrimoniale, armadio, comodini e comò. Non ci sono panni sporchi in giro e c’è, nella semplicità, una certa cura dei dettagli: il divano, ad esempio, è protetto da un copridivano e sotto la finestra c’è una piantina.

Ci sono diversi oggetti che fanno pensare alla giovane età degli occupanti: tra tutti si nota il pc portatile e il modem posto accanto al divano. Evidente quindi che si tratti di una normale giovane coppia che, come i loro coetanei, oltre a guardare la tv, naviga in internet e magari ha pure un profilo Facebook. Le pareti del piccolo appartamentino sono tinteggiate di bianco e non vi sono segni lasciati da gente maleducata o incivile. Certo, si vede che è una casa abitata, ma nessun elemento potrebbe indicare chissà quali crimini.

A San Daniele ieri era una giornata serena dove in molti sia al mattino che al pomeriggio hanno approfittato per fare una passeggiata in centro. Inevitabilmente chi in macchina passava per via Mazzini guardava in su, verso la casa che è salita alla ribalta delle cronache, idem per chi passeggiava a piedi.

Dal palazzo pochissimi movimenti, qualche persona di provenienze diverse che esce e cammina verso il centro. Le finestre hanno tutte gli scuri aperti, ma non si vede nessuno dietro i vetri. L’impressione comunque è quella che tutti, sia lì che in tutto il paese, vogliano che si torni presto alla normalità. Una normalità vera, non di facciata, dove la casa che condividi con il tuo compagno è il posto più sicuro in cui stare.

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