I fagiani uccisi, condanna degli animalisti

Sedegliano, Rigato: «L’autore della strage è un delinquente». Valentini: «Sarebbero morti lo stesso»

SEDEGLIANO. Ferma condanna delle associazioni animaliste per l’uccisione di circa 300 fagiani avvenuta nelle voliere della riserva di caccia di Sedegliano mentre sono circondate da uno stretto riserbo le indagini che i carabinieri stanno svolgendo a ritmo serrato. «Non hanno avuto il coraggio delle proprie azioni, hanno obbligato degli animali a fare una strage, è una cosa doppiamente atroce» commenta l’episodio la rappresentante dell’associazione “Mai più soli” onlus, Angela Rigato.

«I cani usati sono stati “educati” a diventare aggressivi – aggiunge - chi ha fatto questo è un vero delinquente».

«Comunque dovevano morire» è la riflessione a caldo di Edoardo Valentini, delegato dell’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) .

«I fagiani sono morti di una morte atroce la stessa che avrebbero riservato loro i cacciatori. Il problema è che quei fagiani non dovevano essere nelle gabbie, ma liberi – sottolinea Valentini - indignarsi di una fine, comunque, prevista non crea sollievo».

La notizia ha destato vasta impressione in tutto il medio Friuli, ma fino a tarda sera non c’è stata alcuna rivendicazione. Come accade quando una vicenda è fuori del normale i commenti si intrecciano nei luoghi di aggregazione dei paesi. «Il fatto potrebbe essere una “ragazzata” - commenta un anziano signore - che poi qualcuno non è stato in grado di gestire».

Ma da quanto si è appreso, l’introduzione attraverso un foro della rete di cani in una voliera dove si trovano 650 fagiani non sembra davvero una ragazzata.

Maristella Cescutti

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