CoopCa, la Regione chiede le dimissioni di mezzo cda

TOLMEZZO. Parte del consiglio di amministrazione di CoopCa deve andare a casa. C’è la necessità di far recuperare credibilità alla cooperativa carnica che ha presentato richiesta di concordato in bianco a fronte della difficile situazione in cui versa. Un atto che ha comportato da subito il blocco del prestito sociale con i 26,5 milioni dei quasi 3 mila soci risparmiatori che sono stati congelati. Parallelamente è importante che la gente supporti la società andando a fare spesa nei suoi negozi.
Lo hanno spiegato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, e il suo vice, Sergio Bolzonello, al teatro Candoni di Tolmezzo affollato oltre ogni ordine di posti da soci e lavoratori. Gente arrabbiata per la situazione che si è venuta a creare che mette a rischio occupazione e un’istituzione che è parte importante del tessuto economico carnico. «È vero che chi ci ha portato fin qui - ha detto la governatrice - non ci può portare fuori di qui. Abbiamo chiesto, pertanto, un’assunzione di responsabilità al consiglio di amministrazione».
Per questo l’altra sera, ha rivelato Serracchiani, al consiglio di amministrazione è stato chiesto che 4 suoi componenti su 9 facciano un passo indietro. Ne restano 5, che verranno affiancati da una task force dalla Regione. «Non salveremo tutto e non salveremo tutti – ha ammesso Serracchiani - ma la situazione è stata presa in mano. Mi auguro riusciate a recuperare qualcosa».
Il pubblico ha reagito preoccupato, ma Serracchiani ha spiegato che si augura che sia recuperato il più possibile, ma che è giusto dire le cose come stanno. Bolzonello ha chiesto di stare vicino a CoopCa in questa situazione difficile, mentre si lavora per risanarla. «Non abbandonate – ha detto - i negozi coopCa se volete portare a casa i vostri soldi. Dovete avere la lucidità di rimanere vicino a questa cooperativa anche dal punto di vista degli acquisti».
Non sono mancati i sospiri tra il pubblico e alcuni hanno fatto capire che non sanno ora dove prendere i soldi, numerosi anche i mormorii o gli interventi di critica verso l’ex presidente CoopCa, Giacomo Cortiula. Ad aprire l’incontro è stata Sandra Zanier di Tolmezzo, ovvero colei che ha chiesto il 18 novembre al sindaco, Francesco Brollo (presente ieri come tanti altri amministratori locali e regionali) l’assemblea di questo venerdì e che ha dato voce con decisione allo stato d’animo dei soci.
Non sono mancate testimonianze molto arrabbiate per il grave danno ricevuto, critiche all’attuale e precedenti consiglio di amministrazione e frequente è stata la richiesta che chi ha portato CoopCa a questa situazione paghi e che sia fatta giustizia. Il presidente di CoopCa, Ermano Collinassi, ha parlato all’assemblea e per aver mostrato la faccia è stato applaudito, ma poi anche contestato con l’invito ad andare a casa, dopo i rilievi arrivati dalla platea sul problema di alcuni lavoratori che hanno lamentato di non aver ricevuto lo stipendio di ottobre. Collinassi si è detto disponibile a fare un passo indietro. Un’assemblea che si è protratta fino a tarda sera a testimonianza del coinvolgimento delle comunità locali.
Questo venerdì pomeriggio, peraltro, lo stesso Bolzonello ha incontrato a Trieste i comitati dei soci prestatori sia della CoopCa sia delle Cooperative Operaie, l’altra azienda che è finita nel vortice della crisi. I rappresentanti dei Comitati hanno sottolineato soprattutto la necessità di riacquistare fiducia nelle istituzioni, riconoscendo all’attuale amministrazione regione di aver impresso sulla crisi delle Cooperative Operaie e della CoopCa un segno di discontinuità.
«Stiamo monitorando e tenendo alta l’attenzione su queste due vicende - ha assicurato Bolzonello - e confermiamo, come Regione, la disponibilità a seguirle fino in fondo». Il vicepresidente ha ricordato che è stata già modificata la legge regionale per rendere più semplice e rapida la procedura di revisione straordinaria delle cooperative, e di aver posto con forza il tema di un cambiamento delle norme nazionali sulla vigilanza. Sulla questione delle Cooperative Operaie, ha voluto trasmettere un segnale di “serenità”: «La procedura di concordato - ha osservato - ha gambe solide e ci sono gli interlocutori per chiudere la partita».
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