Treni in ritardo, quanti disagi per i docenti

TARVISIO. Non pochi disagi devono affrontare alcuni insegnanti che tutti i giorni si sobbarcano un viaggio in treno - con il Micotra, quello che porta a Villaco - e poi in pullman per andare ad insegnare a Tarvisio, al liceo Bachmann o alle medie dell’Istituto comprensivo. Li segnala la professoressa Valente, che si fa portavoce anche dei colleghi con la speranza di trovare una soluzione.
Sono docenti che partono chi da Udine, chi da Gemona, chi da Carnia. Il treno, però, quando arriva a Boscoverde, spesso tarda (anche per giorni di seguito), com’è accaduto la scorsa settimana. Tanto che i professori si sono trovati in serie difficoltà. Fortunatamente, possono contare sulla disponibilità del personale di bordo e anche degli autisti della corriera che porta a Fusine, nonché di una passeggera dell’automezzo: la Valente la contatta segnalando il ritardo e la donna a sua volta lo riferisce al conducente. L’altro giorno, l’autista del pullman è addirittura tornato indietro a recuperare i professori, visto che la comunicazione non era stata possibile. Fino all’anno scorso poi - racconta ancora Valente - c’era un servizio taxi che costava 10 euro a corsa e che ora pare non ci sia più. Sempre l’anno passato, gli insegnanti si sono anche fatti il percorso a piedi lungo la ciclabile ed è capitato che, nelle giornate di grande neve siano stati i ferrovieri a dar loro un passaggio dalla stazione al centro cittadino. «Tutti con noi sono gentilissimi - tiene a precisare la docente, che sale sul treno a Gemona -. Il problema è altrove: parte da Mestre. È qui che vengono decise le priorità del traffico su rotaia, come la recente ferma in galleria per far passare i treni merci. Con il nostro ritardo procuriamo disagi alla scuola, anche se il dirigente è molto disponibile. Il disservizio, ripeto, sta alla base».
Mariarosa Rigotti
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








