Danni da animali selvatici arrivano 400 mila euro

Su quei soldi avevano ormai smesso di contare. Eppure, nelle case di 200 famiglie della provincia di Udine stanno arrivando i risarcimenti per i danni provocati dalla fauna selvatica nel 2013. E ci sono pure i soldi per indennizzare altre 92 persone per i terreni agricoli danneggiati. Per tutti, l’ammontare degli indennizzi si aggira sul 70 per cento delle spese sostenute.
Palazzo Belgrado sta inviando in questi giorni le comunicazioni alle famiglie che hanno presentato la richiesta di risarcimento con tanto di documentazione. In origine erano 264. Poi, però, la sfiducia ha prevalso e molti automobilisti, diffidando di poter ricevere alcunché, hanno desistito e non hanno presentato tutta la documentazione. Alla fine sono rimaste circa 200 richieste. A fronte di 590 mila euro saranno distribuiti oltre 400 mila euro di indennizzi.
Per l’assessore provinciale Marco Quai è il risultato di un lungo braccio di ferro con la Regione cominciato lo scorso anno, quando sembrava che da Trieste non potessero arrivare che 150 mila euro a copertura di tutte le domande. Troppo poco per garantire un indennizzo dignitoso. Così non se n’è fatto niente fino a quando la Regione ha messo a disposizione nuove risorse. «Alla fine riusciremo a risarcire il 70 per cento dei danni – fa il punto l’assessore Quai – e questo al termine di un lavoro di “marcatura a uomo” avviato nei confronti della Regione e dell’assessore Paolo Panontin. Del resto si tratta di soldi versati dai 6 mila cacciatori della provincia di Udine per la tassa di concessione regionale, fondi che avrebbero dovuto essere impiegati per questo scopo. Eppure – argomenta – la Regione se li è trattenuti, almeno fino alla fine di settembre quando, in seguito a ripetute segnalazioni, è stato emesso un decreto con il quale ci sono stati trasferiti 250 mila euro. Disponevamo di altri 154 mila euro con i quali ci trovavamo a dover gestire corsi per cacciatori, prelievi in deroga per piccioni e nutrie e un progetto straordinario per 8 comuni della Carnia sulle misure di contenimento della presenza di cinghiali. Così – continua Quai – è cominciato un lavoro di recupero dei residui nei capitoli di bilancio della Provincia per ottenere le somme sufficienti a finanziare il risarcimento. Abbiamo anche utilizzato un fondo costituito nel 2013 per i risarcimenti».
Alla fine sono stati recuperati i fondi che sono stati ripartiti fra le 200 famiglie a risarcimento delle vetture danneggiate e le 92 istanze di indennizzo per i danni alle colture agricole.
«Si tratta soprattutto di utilitarie – osserva l’assessore –, e comunque, di auto utilizzate dalle famiglie per andare al lavoro o per portare i bambini a scuola. La media dei danni per sinistri provocati dall’attraversamento di caprioli, cinghiali e animali selvatici in genere si aggira sui 2 o 3 mila euro, una cifra che con i delicati equilibri finanziari può mettere in ginocchio l’economia di una famiglia». Le comunicazioni stanno arrivando in questi giorni e i soldi saranno accreditati direttamene sul conto corrente dei richiedenti.
Per il 2014 il discorso è ancora da affrontare, visto che, solo nei primi quattro mesi dell’anno, sono arrivate a Palazzo Belgrado 57 richieste di risarcimento per danni alle autovetture e 17 per le coltivazioni.
«Ci auguriamo che il senso di responsabilità prevalga – chiosa Quai – ma è tempo di puntare sulla prevenzione, più che sul ristoro dei danni. Stiamo lavorando a un bando comunitario che coinvolgerà prevalentemente territori come la Valcanale e il Canal del Ferro devastati dai cinghiali, per l’installazione di dissuasori ottici sulle strade, un sistema sperimentato in Germania dove gli incidenti, così, sono diminuiti del 50 per cento».
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