Condannati per traffico di cuccioli

UDINE. Il carico di 22 cuccioli era stato intercettato dalla Guardia di finanza due anni fa nel tratto autostradale tra i caselli di San Giorgio di Nogaro e Latisana. Viaggiavano stipati in un furgone in pessime condizioni igieniche e di salute, tanto che due di loro non ce l’avevano fatta ed erano morti a pochi giorni di distanza.
Per questo motivo il giudice monocratico Roberto Pecile del tribunale di Udine ha condannato un italiano e due ungheresi a sei mesi di reclusione, pena sospesa. Si tratta del goriziano Danilo Marusic proprietario del furgone e dell’allevamento da dove provenivano i cuccioli in Ungheria e di Gabor Standovar e Krisztian Karoly.
Le accuse a loro carico erano quelle di falsità materiale, abbandono, detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura e uccisione di animali.
«I cuccioli - rende noto la Lav che si è costituita parte civile al processo ottenendo un risarcimento di 1.800 euro -, così come accertato dal medico veterinario che li visitò, avevano un’età inferiore a quella consentita dalla legge per le introduzioni, cioè tre mesi. Sei cani risultavano, infatti, avere 30/40 giorni, altri nove dai 40 ai 50 giorni, altri 9 dai 50 ai 60 giorni e sette un’età comunque inferiore a tre mesi. Parte dei giovanissimi animali erano in cattive condizioni di salute, tutti trasportati in condizioni igieniche precarie tanto che due cuccioli sono deceduti».
La Lav ricordando come «l’adozione da un canile sia uno strumento fondamentale per arrestare il traffico di cuccioli, un fenomeno ancora presente nel nostro Paese e che costa sofferenza e talvolta anche la vita ad animali giovanissimi, strappati precocemente alle loro madri e sottoposti a lunghi trasporti» ha anche voluto ringraziare l’avvocato Maddalena Bosio del Foro di Udine per l’assistenza legale fornita.
Dal suo canto l’avvocato Bosio si è detta soddisfatta per l’esito del processo: «Purtroppo il Friuli, essendo terra di confine, viene attraversato spesso da questi traffici illeciti che sono odiosi perché coinvolgono animali indifesi e generano guadagni elevati». Secondo gli esperti in Ungheria un cucciolo può costare dai 70 ai 150 euro, in Italia il prezzo sale fino a 6-700 euro ma, a seconda delle razze, si può arrivare anche oltre i mille euro.
Nel traffico oltre agli allevatori senza scrupoli vengono coinvolti veterinari e negozi compiacenti che in molti provvedono a falsificare le informazioni fornite dai chip facendo credere ai clienti di acquistare un cane di razza, in regola con tutti i vaccini previsti dalle legge e immune da determinate patologie genetiche proprio perché allevato in Italia.
Ovviamente tutti i 22 cuccioli erano già stati confiscati e i 20 sopravvissuti sono poi stati adottati.
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