Docente andrà in Antartide

Alessia Cicconi, insegnante di Scienze al liceo scientifico Marinelli di Udine farà parte della spedizione italiana di ricerca che partirà il 20 ottobre

SAN GIORGIO DI NOGARO. Una docente di San Giorgio di Nogaro Alessia Cicconi, farà parte della spedizione in Antartide che partirà alla volta di Terranova, il 20 ottobre. Alessia Cicconi, insegnante di Scienze al liceo scientifico “G. Marinelli” di Udine, è stata infatti selezionata per partecipare alla XXX Spedizione Italiana in Antartide, di cui faranno parte un ingegnere, due biologi, un glaciologo, e un informatico.

Alessia ha seguito nelle prime due settimane di settembre, un corso di addestramento obbligatorio per chi va in Antartide la prima volta, che serve a preparare i partecipanti alla spedizione alle condizioni estreme e particolari del luogo più remoto e inospitale della Terra, l’ultimo dove l’uomo ha messo piede.

Il corso si è tenuto sul Lago Brasimone e sul Monte Bianco, ed è stato, come lo chiama Alessia, un vero “corso di sopravvivenza”, dove, come racconta dal suo blog (www.fabant.it), sono stati messi al bando i cellulari «per simulare l'isolamento in Antartide», passato una notte sul ghiacciaio, e imparato a fare lo zaino.

Lei ci scherza un po' raccontando che dentro «ci sono i “fiammiferi (e voi direte: certo, per il fuoco! Ma allora dico io, perchè non un accendino?); spago (cosa dovremo legare con lo spago?) e... fil di ferro (mi sento già Mc Gyver...). Molti sanno perfettamente a cosa serviranno tutte queste cose, ma sono sicura che altri muoiono dalla voglia di saperlo e allora non dovranno altro che continuare a seguire il mio blog».

La docente affiancherà due gruppi di ricerca che si occuperanno delle popolazioni di pinguini e di foche nella zona di Baia Terranova dove è ubicata la principale base italiana in Antartide: la stazione Mario Zucchelli. Qui, durante l’estate australe, vivono in totale settanta tra ricercatori, medici, meccanici, militari, cuochi e da, tre anni, un docente. Alessia, da qualche anno interessata alle scienze polari e alla loro possibilità di essere parte integrante dei programmi scolastici, ha partecipato ad una selezione bandita dal Museo Nazionale dell’Antartide aperta ai docenti di scuola secondaria.

La partecipazione di docenti di scuola secondaria alle attività di ricerca, pratica abbastanza diffusa in altri Paesi, è abbastanza una novità in Italia dove spesso ricerca e scuola, pur parte di uno stesso Ministero, sembrano vivere su due pianeti diversi.

Da tre anni, invece, il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, organismo che da 30 anni si occupa della ricerca italiana nel continente di ghiaccio, prevede la presenza di un insegnante che affianchi i ricercatori nel loro lavoro.

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