Porazzi: ecco Azrael, l’ultimo capitolo della mia trilogia noir

Pierlugi Porazzi, il giallista udinese lanciato da Marsilio che ha ormai una vasta e affezionata platea di lettori, sta completando un nuovo romanzo. S’intitola “Azrael” e l’autore ce ne parla in assoluta anteprima.
Con "Azrael" si compie una trilogia, iniziata con "L'ombra del falco" e proseguita nel 2013 con "Nemmeno il tempo di sognare". Dopo avere scritto numerosi racconti, pubblicati da importanti riviste letterarie e nella raccolta "La sindrome dello scorpione", c'è stato l'esordio nel romanzo con un editore prestigioso come Marsilio, che prima del 2010 pareva un sogno irrealizzabile. Si è rivelata importante anche la partecipazione al Premio Tedeschi, nel 2009, in cui "L'ombra del falco" è stato apprezzato dalla giuria e dall'allora direttore editoriale Mondadori, Alan D. Altieri.
Nel corso di questi anni le soddisfazioni si sono susseguite numerose: la candidatura al Premio Scerbanenco, l'ottimo riscontro di critica e pubblico, che, soprattutto in terra friulana, ha apprezzato entrambi i romanzi, tra i piú venduti in regione nell'anno di uscita, il raggiungimento dei primi posti in classifica dell'edizione in ebook de "L'ombra del falco", la pubblicazione di entrambi i romanzi in due prestigiose collane di importanti quotidiani nazionali come Il Sole 24 Ore e Il Corriere della Sera.
"Azrael", che dovrebbe uscire nel corso del 2015, riprende il cast di personaggi dei due precedenti romanzi. Ai protagonisti già conosciuti si affiancano volti nuovi, tutti con sogni e frustrazioni, limiti e paure, debolezze e peccati piú o meno nascosti. Alcuni di loro sono cambiati, segnati dalle vicende che hanno vissuto o da drammi devastanti.
L'abbandono, l'odio, la vendetta, l'emarginazione, l'abuso di minori sono alcuni dei temi che emergono dalla trama.
Si torna a parlare di Udine e dei territori friulani. Della realtà che stiamo vivendo e della possibile realtà che, forse, vivremo a breve. Una società annichilita dalla crisi, sconvolta da scontri etnici e avvelenata dalla corruzione.
Una realtà di macerie, non tanto fisiche quanto morali e umane. Una guerra in cui le battaglie si sono combattute e si stanno combattendo senza armi convenzionali, senza fucili e cannoni, ma con mezzi altrettanto distruttivi. Armi economiche, di oppressione, di sfruttamento delle masse e dei più deboli. Armi spesso e volentieri subdole, come quelle che mirano a scatenare le "guerre tra poveri", quelle che piacciono tanto ai ricchi.
Una società dominata dalla follia e dall'avidità, priva di qualsiasi riferimento, che naviga imperterrita verso gli scogli come una nave senza bussola, con troppi capitani che sorridono mentre salgono sulla scialuppa.
In questo scenario viene commesso un efferato omicidio che, per le caratteristiche del modus operandi, ricorda da vicino quelli del Teschio. Ma il serial killer conosciuto come "il Teschio" è stato arrestato anni prima, e si trova ancora in un carcere di massima sicurezza. Allora chi uccide imitando i macabri rituali del suo predecessore? Un complice? Un imitatore? Un seguace? Chi è Azrael?
Il cacciatore diventa preda, nel delirio ossessivo di un uomo che ha concepito un folle piano di vendetta, dando inizio a una caccia all'uomo senza tregua, senza quartiere. Per cercare di risolvere il caso, gli investigatori dovranno utilizzare tutte le loro risorse, scientifiche ma soprattutto umane, in un'indagine che metterà in pericolo tutti loro e che condurrà anche a sacrifici dolorosi.
La partita è iniziata, e la posta in gioco è la morte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








