Volantino contro il poliziotto

TARVISIO. «Il presidio di oggi vuole rendere noto a chi abita in questa città la presenza di Paolo Forlani, agente di polizia in servizio alla Polizia di frontiera di Tarvisio, condannato in via definitiva per l’omicidio di Federico Aldrovandi, 18enne, avvenuto a Ferrara il 25 settembre 2005».
Così al presidio allestito ieri mattina dal coordinamento contro il carcere e la repressione nelle vicinanze del Mercato. A margine dell’iniziativa (che ha coinvolto una quindicina di persone), di cui era stata informata la Questura e attuata dalle 9 alle 11.30, da un gruppo antagonista friulano è stato anche diffuso un volantino di “Informazione di pubblica utilità”, per richiamare l’attenzione della popolazione sulla presenza «di un omicida in città».
Ricordato l’episodio si accennava alla condanna di 3 anni 6 mesi per omicidio colposo dei quattro poliziotti e al breve periodo dal loro trascorso in carcere e soprattutto la conservazione del posto di lavoro. E ricordata la vicenda del carabiniere spacciatore di Tolmezzo affermano che «viviamo in una società in cui chi ha la divisa ha la licenza di uccidere in nome della nostra sicurezza?». E ricordato quanto riservato agli attivisti NoTav: sette di loro si trovano in carcere da nove mesi in attesa di giudizio, dicono: «L’amara constatazione è che uccidere indossando la divisa è lecito, mentre, non lo è lottare per i propri diritti».
Prendendo spunto dalla cronaca tarvisiana di luglio, hanno aggiunto: «È un mondo alla rovescia, crea più allarme un campeggio di hippy che un assassino in città». Il presidio, dicono anche, «prende le mosse da un abuso di polizia ma fermarci a denunciare queste situazioni, che accadono quotidianamente, crediamo non basti a cambiare l’esistente, la riprova sono le condanne dal mondo istituzionale...».(g.m.)
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