Alloggi sociali nei palazzi vuoti

Il Comune intende riconvertire una serie di edifici come i condomini ex Murrina e San Marco

PORDENONE. Dare un’opportunità abitativa a quella fascia della popolazione che, pur non rientrando nei criteri previsti dall’Ater, non ha nemmeno la disponibilità per farE fronte al mercato degli affitti. E’ a questa variegata tipologia di cittadini che è rivolto il progetto di social housing che anche il Comune di Pordenone sta cercando di implementare, dando un occhio agli edifici vuoti che si trovano in città e che potrebbero essere riconvertiti a favore della comunità.

Tante ipotesi. Immobili di proprietà privata a Pordenone che possano essere riconvertiti per fini sociali ce ne sono parecchi. C’è il condominio ex Murrina, che si trova alle spalle dell’attuale sede della Prefettura nell’ex Ariete, in viale Marconi. Al piano terra si trovava il negozio di vetri e lampadari, che si è trasferito fuori città, e sopra ci sono appartamenti. E’ completamente vuoto.

Attualmente è in gestione a una società di Milano. Altra opportunità potrebbe offrirla il condominio San Marco in viale Martelli, un gigante dormiente di cinque piani, chiuso da anni. Nel 2008 il palazzo è stato messo in vendita a un importo a base d’asta di 4 milioni 221 mila 230,50 euro: un costo che ha fatto desistere chiunque e l’asta è andata deserta.

Un tentativo per recuperare immobili vuoti a fini sociali è stato tentato anche per quella che viene chiamata “Casa dei generali”, una palazzina di 11 appartamenti, sotto tutela del ministero della Difesa, che si trova in via Montereale.

«E’ un edificio che fa parte del demanio militare – ha spiegato l’assessore Martina Toffolo –. Abbiamo fatto domanda sulle intenzioni di dismettere, da parte dell’esercito, la proprietà dell’immobile. Ma è una strada non percorribile. E se anche così fosse, si tratterebbe di una procedura lunga e complicata».

Inaugurazione in vista. A fronte di ipotesi non immediatamente realizzabili, ce n’è una che taglierà il traguardo dell’inaugurazione il mese prossimo. Si tratta dell’ex caserma della guardia di finanza che si affaccia su viale Grigoletti.

All’interno, una ventina di appartamenti che sono stati sistemati e resi più efficienti dal punto di vista energetico (tutti gli alloggi sono stati portati a classe energetica A) aprirà i battenti per varie categorie sociali: giovani famiglie a basso reddito, studenti, divorziati, anziani. La realizzazione di questo progetto è il risultato di un efficace accordo tra domanda e offerta.

Il Comune in queste operazioni è un ente terzo che garantisce il percorso e che ci sia la finalità sociale dell’intervento. Una volta disponibili, gli appartamenti saranno assegnati attraverso un apposito bando comunale nel quale sarà garantita anche una corretta interazione sociale tra diverse categorie di cui è formata la comunità. Sono inoltre previste varie opportunità, quale quella del riscatto, dopo un determinato numero di anni, della proprietà dell’immobile.

Una crescente necessità. Trovare nuovi spazi da adibire a social housing costituisce una crescente necessità anche a Pordenone. Sono molteplici i casi che fanno parte di quella zona grigia nella quale non si rientra nei canoni previsti dall’Ater per ottenere una casa popolare, ma non si dispone nemmeno della garanzia economica per affrontare il mondo degli affitti. Tale necessità si è acuita anche con la crisi, che ha reso sempre più numerose le richieste di aiuto per il pagamento dei canoni d’affitto.

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