La truffa della villa-vacanze

UDINE. L’offerta è di quelle da cogliere al volo. E pure in fretta. A contendersi la villa al mare con piscina a prezzi stracciati pubblicizzata online con foto allettanti sono in molti. Così, ottenuta via mail una fotocopia della carta d’identità del proponente e una bozza di contratto via fax, parte il pagamento della caparra da un migliaio di euro, quando non il saldo per un mese di affitto. Tutto bene fino all’agognato giorno della partenza, quando si scopre che la villa per la quale si è pagato non è mai esistita.
La bufala dell’estate
«A cascarci quest’estate sono stati in tanti». Parola del dirigente del compartimento regionale di polizia postale Pasquale Sorgonà, alle prese con un crescente flusso di denunce per truffe consumate via web, a decine quelle che stanno arrivando in questi giorni.
«Purtroppo – conferma Sorgonà – questo tipo di truffe è in fase di espansione. A farne le spese sia persone che hanno bisogno di una sistemazione per motivi di lavoro o di studio, sia chi è alla ricerca di una casa per le vacanze». Le inserzioni hanno cominciato a comparire su numerosi siti, da e-bay a subito.it, tanto per citarne alcuni: pubblicizzano case in affitto nelle più disparate località non solo in Italia, ma anche all’estero. In Inghilterra come in Irlanda o a Malta, proponendo prezzi per l’affitto davvero competitivi. A proporle – spiega il dirigente della polizia postale – sono sia sedicenti società immobiliari, sia privati che spesso assumono false identità e, per rassicurare il potenziale cliente, inviano fotocopia di carte d’identità rubate. In entrambi i casi chiedono una sostanziosa caparra per fermare l’affare, dai 500 euro in su. A volte pretendono il pagamento dell’intero affitto, che si tratti di una o più settimane.
Un po’ di cautela
«Alla fine si rivolgono a noi per sporgere denuncia di truffa, in realtà prima di buttarsi a capofitto in questi acquisti bisogna osservare alcune norme – precisa Sorgonà – innanzitutto diffidare delle offerte a prezzi eccezionalmente ribassati – premette – vanno inoltre evitati i pagamenti con carte postepay, money transfer o western union, che non permettono una tracciabilità del flusso di denaro, meglio invece fare un bonifico, dopo aver verificato che l’Iban non appartenga a una carta ricaricabile ma a un conto corrente, nel caso si acquisti da un’azienda una visura camerale può aiutare. Comunque - conclude – è doveroso evitare di acquistare qualcosa sulla base di una fotografia».
Il bidone della Mercedes
Il discorso è valido anche per gli acquisti di beni mobili, variamente pubblicizzati ormai su tutti i siti, quando non su giornali specializzati. Emblematico il caso di un friulano che si è rivolto alla polizia postale dopo aver pagato ben 13 mila euro per ottenere la chiave di una Mercedes Slk.
A proporne la vendita online un sedicente appassionato di auto che, causa trasferimento urgente in Gran Bretagna, aveva la necessità di acquistare un’auto con la guida a sinistra e voleva disfarsi urgentemente della sua vettura. «Devo partire in fretta, ho bisogno di 13 mila euro e la cedo a chi me li dà per primo – era stata la sua proposta di accordo all’ignaro acquirente –. Mi mandi mille euro e io le spedisco la chiave dopo di che, appena ricevo il saldo preparo i documenti per il passaggio di proprietà». Inutile dire che quel passaggio di proprietà non è mai stato perfezionato e che di quell’auto ora è rimasta solo la chiave.
Amore a cinque cifre
Ma sono ancora più numerose le truffe consumate sulla base di presunte relazioni sentimentali. «Queste ultime sono più frequenti ai danni di persone mature, maschi ma non solo – mette in chiaro il dirigente della polizia postale – abbiamo notizia di persone che sono state derubate di decine di migliaia di euro nel nome dell’amore». In genere è l’amicizia online che si consolida nel giro di poco tempo.
Tante, troppe volte, specie se il contatto viene da Paesi del Nord Africa come dell’Est, per non parlare del Sud America, si tratta di persone in cerca della Visa, l’autorizzazione a sbarcare in Italia, la ricerca di un matrimonio fittizio, ma spesso arrivano le richieste di denaro per parenti malati e spese mediche, quando non dei soldi per venire in Italia. «Alcuni incauti friulani si sono ritrovati denunciati per concorso in riciclclaggio avendo acconsentito a far transitare nel proprio conto corrente somme prelevate con il phishing, pur avendo agito un buona fede solo per venire in aiuto alla persona di cui erano innamorati» fa il punto Sorgonà.
Sesso con ricatto
Ad altre persone, uomini soprattutto, è andata pure peggio. Si sono imbattuti in avventure di sesso online, salvo scoprire di essere stati ripresi e di dover pagare cifre ragguardevoli per evitare la diffusione dei video scottanti a parenti e amici, o, peggio, alla moglie.
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