Via libera all’impianto di lavorazione rottami, ma c’è chi già lo teme

BASILIANO. Mentre si accendono 50 lampioni sulle strade già pronte del Cjastelut di Orgnano, c’è chi prevede che la nuova lottizzazione potrebbe anche non diventare il paradiso tanto pubblicizzato. A mezzo chilometro dal nuovo lussuoso insediamento sta infatti per sorgere un’attività industriale di impatto.
Della preoccupazione anche dei residenti in zona si fa partecipe l’opposizione (Progetto Basiliano e Bene comune) guidata da Marco Del Negro, che nella recente seduta di consiglio ha dato voto contrario all’approvazione del piano attuativo comunale che, grazie al voto favorevole del sindaco Roberto Micelli e maggioranza, dà il via a un impianto per la lavorazione di rottami metallici.
Le perplessità, già emerse sullo scorcio del mandato precedente con la stessa minoranza astenuta sull’adozione del Pac, sono riferite da Marco Donato, attuale consigliere di opposizione: «La lottizzazione di Orgnano probabilmente stenta a trovare acquirenti – osserva Donato in una nota -. Per di più, nell’ultimo consiglio prima delle elezioni è stato approvato, a poca distanza dal Cjastelut, un progetto per ulteriore significativo consumo di suolo e a rischio impatto sul paese e sul villaggio in costruzione».
Il rappresentante della minoranza spiega appunto che «l’iniziativa, in presenza di numerose aree industriali dimesse (confinante all’area in questione vi è l’ex fonderia Fusa), ha poco senso», citando un documento per cui l’Ass consiglia appunto di utilizzare spazi ex industriali anziché una nuova costruzione dove adesso è campagna coltivata.
«A utilizzare – continua Donato -, come accordato dall’amministrazione Micelli, i 57 mila metri quadrati di cui 17 mila si prevedono pavimentati e 1700 coperti, sarà la ditta Auresa Srl con sede a Udine in via Attimis che svolgerà attività di recupero di rottami metallici e scarti da demolizioni. La potenzialità di trattamento giornaliera sarà di 275 tonnellate al giorno per 9 ore al giorno, per 6 giorni alla settimana e per 290 giorni l'anno, come dichiarato dalla ditta.
L’impatto sul traffico di mezzi pesanti in entrata e in uscita dall’area risulterà rilevante, così come il rumore per ammassamento e taglio dei rottami, l’inquinamento da polveri dal compattamento dei materiali ferrosi. Problematico il trattamento delle acque in area sprovvista di rete fognaria. Che ne diranno – chiede Donato - i residenti, gli agricoltori e i potenziali acquirenti del Parco da abitare?»
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