Parco del Torre a Udine, ancora polemica sulla caccia

UDINE. Continua a tenere banco il dibattito sulla riserva di caccia nel parco del Torre, in via Emilia. A replicare, questa volta, è il consigliere comunale Massimo Deganutti del Movimento 5 Stelle, firmatario della mozione anti-caccia discussa in consiglio lo scorso 8 maggio. Il consigliere intende rispondere alle accuse mossegli dal presidente regionale di Federcaccia, Paolo Viezzi.
«Non ho mai detto e nemmeno pensato – sottolinea Deganutti – che i cacciatori siano dei bracconieri. Conosco la normativa e ho detto diverse volte che l’iniziativa legislativa sulla caccia spetta alla Regione, ma che comunque il sindaco può agire con ordinanze a tempo determinato per tutelare la sicurezza dei cittadini che frequentano il Parco del Torre, come già avvenuto a Mestre e a Sauris. Durante la mia esposizione – precisa – sono stato interrotto molte volte da alcuni consiglieri della maggioranza con attacchi personali, tanto da richiedere l’intervento del presidente del consiglio comunale e questo, forse, ha creato confusione tra i consiglieri». Il documento dei grillini riguardava la sicurezza e l’incolumità dei cittadini che praticano lo sport o che passeggiano nel parco del Torre. «Invece – accusa Deganutti –, con abilità, si è schivato l’argomento principale per parlare ideologicamente di caccia in generale».
La mozione discussa l’altro giorno in consiglio era stata presentata cinque mesi fa, il 2 dicembre 2013, «in un periodo non sospetto dove non c’erano i banali motivi elettorali di cui mi si accusa». Quanto alla frase “incriminata” sull’omicidio di Silvia Gobbato «è stata prontamente ritirata durante l’esposizione in consiglio comunale, ovviamente – chiarisce il consigliere pentastellato – non ho mai detto nè pensato che dell’assassinio siano in qualche modo responsabili i cacciatori. Quando è stata scritta la mozione, eravamo tutti colpiti emotivamente dal fatto di sangue avvenuto, appunto, in un parco cittadino. La mia frase voleva sottolineare che dopo fatti del genere nessuno frequenta più il parco».
Degnautti punta infine il dito contro Federcaccia e contro l’assessore comunale Enrico Pizza e si chiede perchè siano tanto sicuri che al parco del Torre non possano accadere incidenti di caccia o violazioni della normativa in vigore. «Il Wwf – fa sapere – dice che questi possono accadere ovunque la caccia sia permessa».
Le associazioni ambientaliste da tempo chiedono al Comune di vietare la caccia nel polmone verde della città perché la ritengono un’attività pericolosa. A queste si aggiunge l’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) di Udine, pronta a lanciare un referendum «per sondare l’opinione dei cittadini sull’utilizzo dei parchi comunali» e la proposta «dell’anti doping obbligatorio per tutti i cacciatori», nonchè «effettuare l’alcol test a sorpresa» a chi imbraccia un’arma.
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