Mozione anti-caccia Sel vota con i grillini

Bufera sul mancato divieto dell’attività venatoria nel parco del Torre Il M5s: vogliamo tutelare l’incolumità della gente. Maggioranza divisa
Di Giacomina Pellizzari
20030901- ROMA - CACCIA : OGGI AL VIA ANTICIPATO , PER LAV STAGIONE SANGUINARIA - Due cacciatori ripresi durante una battuta. FERRARI /ANSA/JI
20030901- ROMA - CACCIA : OGGI AL VIA ANTICIPATO , PER LAV STAGIONE SANGUINARIA - Due cacciatori ripresi durante una battuta. FERRARI /ANSA/JI

Cacciatori armati nel parco del Torre. Gli amanti della passeggiata e le associazioni ambientaliste da tempo chiedono al Comune di vietare la caccia nel polmone verde della città perché la ritengono un’attività pericolosa, ma le loro voci sono rimaste sempre inascoltate. Il caso riesplode perché a raccogliere la preoccupazione della gente è il Movimento 5 stelle sollevando un vero e proprio caso politico visto che la mozione anti caccia, bocciata dal consiglio comunale, ha ottenuto l’ok di Sinistra ecologia e libertà (Sel) che a questo punto rischia di condizionare la maggioranza. «La caccia all’interno del parco è in assoluto - ribadisce il capogruppo di Sel, Andrea Sandra - una cosa da contestare». In queste ore, la posizione di Sel assume maggior peso perché non è l’unica diversità di vedute all’interno della maggioranza alla ricerca, come riferiamo nel servizio qui a fianco, di un accordo anche sul piano sicurezza che Sel non esita a definire «leghista» perché coinvolge i vigilantes privati. L’argomento caccia torna d’attualità perché oggi prende il via la caccia di selezione e, a eccezione di Sel, i rappresentanti del Pd e di Innovare con Honsell a quanto pare non hanno alcuna intenzione di fare pressione in Regione, con la giunta dello stesso colore politico, per bloccare le doppiette nel parco. Va detto, infatti, che il Comune non ha alcuna competenza per introdurre il divieto, deve farlo la Regione nell’ambito della ridefinizione dei confini della riserva di caccia.

«A cinque mesi dalla presentazione della mozione, l’assessore Pizza ha dribblato sul vero problema che è quello della sicurezza, mentre la consigliera Paviotti ha riportato da manuale le tesi dei cacciatori, vantando la caccia come un bene sociale e utile all’ambiente» spiega Massimo Deganutti (M5s) nel confermare di aver intrapreso la crociata anti caccia per tutelare l’incolumità dei frequentatori del parco, ovvero bambini, podisti e passeggiatori. Con il Movimento 5stelle si è schiera Sel: «Non ha senso consentire l’attività venatoria nel parco del Torre soprattutto quando sento dire che è fonte di sviluppo economico. Non capisco perché in un parco che dovrebbe essere utilizzato per le famiglie si debba tutelare i cacciatori». Sandra non ha dubbi: nel parco del Torre la caccia va vietata o quantomeno regolamentata in modo diverso. Su quest’ultimo punto faceva leva la missiva inviata, due anni fa, dal sindaco e dall’allora assessore all’Ambiente, Lorenzo Croattini, alla Regione per chiedere alla giunta Tondo «di ripensare alla scelta allora fatta di non intervenire sull’attività venatoria». Il parco del Torre è stato istituito nel 1998 e da allora, scriveva il sindaco, «sono stati realizzati diversi interventi, anche con il contributo regionale, di bonifica e ripristino di strade interpoderali, oltre lavori sugli argini che sono diventati percorsi ciclopedonali». Due anni fa Honsell chiedeva quindi alla Regione «se un atteggiamento prudente, atto a prevenire situazioni di pericolo e incolumità dei cittadini, non consigli di delimitare le zone in cui è possibile la caccia, escludendo una fascia di alcune centinaia di metri da quei percorsi». A questo punto la domanda d’obbligo è: se due anni fa il sindaco e l’allora assessore sollecitavano la revisione del perimetro perché ora la maggioranza di centrosinistra non rinnova la stessa richiesta?

La questione è destinata a far discutere. Se da un lato è vero che i cacciatori svolgono l’attività venatoria nel pieno rispetto delle regole e nonostante ciò il presidente della riserva raccomanda sempre ai suoi iscritti di non creare possibili disagi ai frequentatori del parco, la convivenza tra gli amanti della natura e i cacciatori resta complicata se non impossibile. Su questo fanno leva gli ambientalisti, in particolare il Wwf e la Lega anti caccia (Lac) segnalando «la pericolosità dell’attività venatoria e la sua incompatibilità con la frequentazione assidua dei parchi da parte della cittadinanza, comprese famiglie con bambini ed escursionisti».

Come detto, il parco del Torre sta diventando un polmone verde molto frequentato fin dalle prime ore del mattino quando la gente va a correre prima di andare a lavorare. Qui però si ritrovano anche le mamme con i bambini, gli appassionati di botanica e chi porta fuori il cane. Uno dei timori, infatti, è che soprattutto quando l’erba è un po’ alta il cane venga scambiato per un animale da cacciare. Non a caso, i frequentatori del parco, ma anche chi abita nella zona, in passato, più volte hanno segnalato la preoccupazione di ritrovarsi faccia a faccia con i cacciatori armati. Il dibattito resta aperto.

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