Tre cervi tornano liberi nella foresta di Tarvisio

TARVISIO. Una bella parentesi all'aria aperta nella tarda mattinata di ieri per i bambini della scuola dell'infanzia di Camporosso che sono stati testimoni del ritorno nella foresta di tre giovani cervi di neanche un anno.
Erano stati ritrovati, durante le grandi nevicate dello scorso mese di febbraio, allo stremo delle forze a causa dell'impossibilità di trovare il cibo, ma sono riusciti a recuperare le energie amorevolmente accuditi dalla signora Ilse e dagli addetti del Corpo Forestale dello Stato nel Centro per il recupero della selvaggina di Cucco di Malborghetto e ora sono ritornati nel loro ambiente.
Nella memoria dei bambini le immagini di quei balzi verso il ritorno alla libertà con cui i tre cervi sono scattati dalle gabbie che li intrappolavano, per puntare diritti al bosco. Il veterinario Albino Toson, prima del rilascio degli animali aveva spigato agli attenti giovanissimi spettatori, accompagnati dalle insegnanti Sonia e Sara, le cure a cui sono stati sottoposti i tre cervi, uno dei quali, fra l'altro, aveva un arto fratturato.
Cure effettuate con grande attenzione per evitare che gli animali si abituassero a dipendere dall'uomo. Infatti, ha sottolineato Toson, sbagliano quanti trovano un capriolo, o altri cuccioli di animali feriti, e li trattano come animali domestici perchè poi quelle bestie, abituate alla presenza dell'uomo, non potranno più ritornare nel loro habitat naturale insieme con gli animali della loro specie.
Purtroppo una decina di caprioli recuperati quest'inverno, proprio per l'intensità delle cure subito sono ora dipendenti dall'uomo e dovranno vivere in cattività in aree recintate. Invece, buone le notizie per il capriolo che era stato morso da una volpe a Camporosso, sempre lo scorso febbraio e di cui avevamo dato notizia, come ha segnalato il sovrintendente Dario De Martin, responsabile della Sezione Naturalistica studi e documentazione dell'Ufficio Territoriale per la biodiversità di Tarvisio. Il capriolo ha superato l'infezione e tra breve potrebbe essere in grado di ritornare nella foresta.
Sono una cinquantina gli ungulati rinvenuti morti dalla Forestale da gennaio a fine inverno. Di questi la gran parte sono cervi (36), una quindicina i caprioli e due i camosci. Per quanto riguarda gli animali in difficoltà, nel Centro di recupero della fauna sono stati ricoverati 16 capi tra cervi e caprioli, 7 dei quali non sono riusciti a sopravvivere, mentre gli altri 9 sembra riusciranno superare il forte indebolimento fisico. Tre di essi, quelli liberati ieri, ce l’hanno già fatta.
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