Udine, chiodi nella polpetta del cane

A metterli erano stati i vicini: denunciati dai padroni dell’animale, condannati a pagare 30 mila euro

UDINE. Gliela avevano giurata. E per averla vinta, erano disposti a tutto. Anche ad ammazzargli il rottweiler dandogli da mangiare una polpetta infarcita di chiodi, per poi ridersela bellamente sotto i baffi. Per fortuna, il tentativo non è andato a segno e il cane si è salvato in extremis. Ma le conseguenze, questa volta, non si sono fatte attendere: accogliendo la richiesta del pm, il gip del tribunale di Udine ha disposto nei confronti dei tre responsabili un decreto penale di condanna alla pena pecuniaria di 10 mila euro di multa l’uno.

L’episodio risale al 12 novembre 2013 e rappresenta probabilmente il punto di non ritorno di uno stato di tensioni andate accumulandosi in anni di maldigerito vicinato. Concorso in tentata uccisione di animali l’ipotesi di reato contestata dalla Procura, all’esito delle indagini scaturite dalla querela che i proprietari del cane avevano immediatamente sporto in Questura.

Tre le persone denunciate: il vicino di casa di 58 anni e suo figlio di 32, entrambi originari del Casertano e residenti a Udine, e una loro amica di nazionalità bulgara, di 46 anni e con domicilio in città, che i due avevano coinvolto proprio nella speranza di non farsi riconoscere. Interrogata sui fatti, invece, la donna non soltanto aveva ammesso ogni cosa, ma aveva anche precisato di essere stata costretta a farlo. E così, ritenuta fondata l’accusa, il pm Claudia Finocchiaro aveva inoltrato al gip Francesco Florit richiesta di condanna. L’emissione del decreto penale è di questi giorni.

Sullo sfondo, una sfilza di scaramucce e dispetti - compresi il lancio di scatolette di tonno da un cortile all’altro e lo scambio di minacce e parolacce -, nonchè una serie di reciproche denunce culminate anche in procedimenti giudiziari tutt’ora in corso.

Così per anni, in una stradina privata di via Biella, a Paderno. Fino alla tragedia sfiorata dello scorso novembre. Il piano aveva assegnato all’amica bulgara la materialità dell’azione e lasciato al padre e al figlio i ruoli di “palo” e di autisti per la fuga. Per avvicinarsi alla villetta dei vicini - una coppia di udinesi di 48 (lei) e 52 anni (lui) - senza destare sospetti, però, sarebbe stato necessario inventarsi una scusa.

E così, prima di confezionare la polpetta mortale, i tre si erano recati al vicino “Self” e avevano fatto manbassa di volantini. Poi, fingendosi l’addetta al recapito della pubblicità porta a porta, la donna si era accostata all’ingresso dell’abitazione e aveva gettato il boccone oltre il recinto.

Nell’impasto della polpetta, gli altri due avevano intanto provveduto a piazzare la bellezza di una trentina di chiodi. Quanto basta, insomma, per perforargli lo stomaco in men che non si dica e mandarlo dritto all’altro mondo. Il destino, però, ha voluto che la sua padrona si accorgesse per tempo dell’insolito spuntino e glielo togliesse di bocca prima che fosse finito. L’immediata corsa dal veterinario aveva permesso poi di intervenire sulla parte già ingerita e di mettere il rottweiler al riparo da morte certa. A nulla, invece, era valsa la fuga dei tre responsabili. Che, a questo punto, potrebbero comunque decidere di presentare opposizione al decreto.

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