Nodo ferroviario di Udine, da Roma l’ok ai contributi

UDINE. Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha confermato lo stanziamento dei 50 milioni di euro, già inseriti nella legge di stabilità per l’anno in corso, destinati alle opere di ammodernamento del nodo ferroviario di Udine e, quindi, finalizzati al porre finalmente la parola fine al transito dei vagoni merci nel cuore della città.
Il titolare del dicastero ai trasporti, infatti, ha risposto in forma scritta all’interrogazione presentata dall’onorevole Gian Luigi Gigli alla commissione specifica di Montecitorio in cui il parlamentare friulano aveva chiesto notizie precise sulle intenzioni in materia del Governo e sulle risorse erogate a favore della comunità udinese.
I 50 milioni di euro sono, da sempre, la cifra ritenuta necessaria per il raddoppio della tratta Udine centrale-Parco-bivio Cividale-PM Vat con la realizzazione di due linee indipendenti a doppio binario in direzione di Tarvisio da una parte e Trieste dall’altra. Lavori, questi, che potranno portare in un prossimo futuro allo spostamento del traffico merci cittadino dall’attuale tratto urbano Udine-PM Vat a quello compreso nella circonvallazione esterna.
Nel corso di questa fase, come comunicato dal ministro delle Infrastrutture, verrà anche realizzato il nuovo apparato tecnologico per il comando e il controllo delle stazioni e, contemporaneamente, saranno varati i nuovi piani regolatori con l’obiettivo di incrementare la capacità del servizio e codificare la separazione del traffico merci da quello passeggeri.
Per l’inizio dei lavori, però, bisognerà attendere il perfezionamento del nuovo contratto di programma tra Ministero e Rete ferroviaria italiana (Rfi) relativo al periodo compreso tra il 2014 e il 2017 con il gestore dell’infrastruttura binaria nazionale che ha già annunciato l’intenzione di inserire il nodo di Udine all’interno di quel pacchetto di lavori che possono diventare oggetto di finanziamenti europei.
Lo scopo è ottenere una parte dei fondi compresi nel programma Cef (Connecting Europe Facility 2014-2020) della Ue i cui bandi saranno pubblicati da Bruxelles nel corso del secondo semestre dell’anno e a cui l’Italia, al pari degli altri Stati membri, ha già preannunciato l’intenzione di parteciparvi.
«La soddisfazione per la risposta fornita dal ministro – ha detto Gigli – è grande perché, finalmente, abbiamo ottenuto come udinesi la conferma da parte dell’esecutivo dell’impegno preso per garantire una soluzione definitiva ai disagi della popolazione cittadina residente accanto all’attuale linea ferroviaria e per collegare più velocemente la nostra Regione con il resto d’Europa».
E se Lupi ha annunciato come sia in fase di costituzione un negoziato bilaterale con l’Austria finalizzato al riconoscimento della tratta Palmanova-Udine quale sezione transfrontaliera del futuro corridoio Baltico-Adriatico – che comporterebbe un aumento della percentuale di sostegno comunitario sino al 40% dei costi di realizzazione –, ha anche confermato come i lavori della prima fase, avviata a metà febbraio, sul nodo di Udine termineranno entro il prossimo giugno.
Nel concreto si tratta degli interventi, finanziati con i 10 milioni di euro contenuti all’interno del decreto del Fare varato dal precedente Governo Letta, che prevedono l’inserimento di due nuovi “scambi” a 60 km/h tra la linea Udine-Gorizia e il raccordo Udine-Bivio Cividale per consentire l’utilizzo della tratta interrata (come chiedono i comitati cittadini) oltre alla realizzazione di un binario “ex novo” tra PM Vat e Bivio Cividale.
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