Roggia del Pellegrin, sì al recupero
MONTEREALE VALCELLINA. Il Comune di Montereale Valcellina, assieme al circolo culturale Progetto Pellegrin, sta recuperando il primo tratto dell’antica roggia del Pellegrin, in prossimità della presa idraulica.
Vissuto a San Leonardo nella prima metà del XIX secolo, il contadino Antonio Dell’Angelo, detto Pellegrin, è assurto a simbolo della comunità. Aveva 37 anni, quando, contro il parere di tutti, inclusi gli agrimensori dell’epoca, il 1° agosto 1835, usando pala e piccone, cominciò lo scavo del roiello che dal Cellina avrebbe fatto scorrere l’acqua sino alla piazza di San Leonardo, allora dotata soltanto di una malsana “laguna”. Vincendo le avversità naturali e il giudizio degli uomini, in due anni concluse uno scavo di quasi tre chilometri. A inizio ottobre 1837, in piazza arrivò una roggia d’acqua fresca, pulita, corrente, fondamentale per debellare le incombenti epidemie di tifo.
Oggi, l’intervento del Comune, in accordo col Progetto Pellegrin presieduto da Lucio De Conti, prevede, con la manutenzione della stele dedicata ad Antonio Dell’Angelo, la copertura per la conservazione dell’opera in sasso di presa del canale e la valorizzazione del sentiero che dalla sponda scende fino al greto del Cellina.
Al recupero di queste opere seguirà una serie di iniziative storiche e culturali, coordinate da Progetto Pellegrin e rivolte a popolazione e studenti dell’istituto comprensivo Turoldo. Gli assessori all’Ambiente e ai Lavori pubblici, Erik Ivan Montagner e Claudio Vettoretto, ritengono «sia importante valorizzare le caratteristiche storiche di San Leonardo, uniche nel loro genere». Oltre al recupero della roggia, nel borgo sono in atto interventi di pulizia del monumento dedicato agli alpini, di ripristino della fontana di San Rocco e di recupero del capitello di Sant’Antonio.
Sigfrido Cescut
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








