Dai palazzi alle foreste: la svolta del writer Sqon

Pordenone, dal gattone di piazza Costantini ai graffiti sui treni, finora agiva in clandestinità. Opere non invasive e tridimensionali con pellicole da cucina stese fra gli alberi

PORDENONE. Dai palazzi del centro città ai boschi della Pedemontana. L’arte di Sqon, mette lo “zampino” in un contesto completamente nuovo, uscendo allo scoperto.

In un video pubblicato da Pn box questa settimana, il writer più famoso di Pordenone – per aver disegnato il gattone delle polemiche in piazza Costantini, prima dell’inizio del cantiere di punto Cardinale –, ma anche perché finito nel mirino delle forze dell’ordine a Venezia e a Pordenone per quelli che vengono considerati dalla legge danneggiamenti al patrimonio pubblico e privato (dai palazzi ai treni).

Anche se i graffiti vengono riconosciuti come forma d’arte contemporanea da numerose scuole di pensiero, la maggior parte delle opere sono “fuori legge” perché realizzati si beni privati.

Nel video pubblicato sul portale di Pn box in un servizio realizzato da Davide Coral Sqon spiega alcuni elementi base dell’arte e mostra la nuova frontiera dei graffiti urbani. Stendendo pellicola da cucina tra gli alberi, crea di fatto la base (trasparente) sulla quale prendono vita i suoi personaggi, quasi sospesi tra alberi e piante.

Una tela che non è invasiva – perché a differenza di un muro può essere rimossa quando si vuole senza danneggiare le piante – e che, per la sua trasparenza, conferisce quasi una tridimensionalità alle immagini.

Per l’occasione il writer sceglie dei “fantasmi” verdi. A vederlo in azione sembra che disegnare e colorare con le bombolette di vernice sia la cosa più semplice del mondo. Ma non lo è. Al posto di cambiare i pennelli, il graffitaro cambia i tappi delle bombolette, a seconda della precisione del gesto richiesta.

«Cerco di realizzare qualcosa che stia bene nel contesto – racconta a Coral, che sta filmando la scena –…questo bosco evoca qualcosa di sinistro». In un’altra epoca i suoi fantasmi «li avrebbero visti solo i cervi – dice –. Internet ha cambiato le cose. Ora uno può fare un disegno anche in “c…al mondo”, in un posto sperduto e attraverso la rete avere moltissima visibilità».

Non a caso esistono dei siti che sono dedicati al mondo dei graffiti, una specie di mondo a parte che permette di avere uno spaccato di quest’arte.

Rispetto all’illegalità di alcune opere, l’artista di turno fa notare una cosa: a volte ci sono cartelloni pubblicitari che occupano pareti intere. Sotto magari c’è un disegno fatto con le bombolette. «Quello è illegale – fa notare Sqon – mentre l’intera parete di pubblicità è perfettamente legale». Come a dire: che cosa imbratta di più i nostri muri?

All’inizio del video ci sono anche alcune spiegazioni semplici per entrare nel mondo dei writers.

Cos’è, per sempeio, la tag? «E’ la firma del writer». E la crew? «E’ un gruppo di persone che disegnano assieme e che si firmano con lo stesso nome».

Quanti Sqon ci sono allora? Il mistero continua. E forse anche questo è uno degli aspetti affascinanti di quest’arte tanto discussa.

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