Monitoraggio sull’Isonzo in vista della nuova diga

GORIZIA. Il primo monitoraggio completo, in grado di fornire un quadro finalmente a 360 gradi dello stato di salute dell’Isonzo e delle sue caratteristiche di portata, uno studio dal quale si potrà partire per tutte le valutazioni di carattere tecnico e politico sulla gestione del fiume, dall’aspetto ambientale a quello legato all’utilizzo a fini energetici, agricoli e turistici.
Sarà la base anche per gestire al meglio il problema delle piene e per maturare le decisioni definitive sull’ipotizzata realizzazione di una nuova diga a Gorizia come sollecitato dal consorzio di bonifica e dagli agricoltori.
Ecco riassunta la valenza del maxi-monitoraggio che sta per scattare nell’ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia denominato “Camis”. In Italia il ruolo di ente guida è ricoperto dalla Provincia e dalla Consulta d’ambito per il servizio idrico integrato, l’ente locale che riunisce tutti i sindaci dell’Isontino coordinati dal presidente della Provincia Gherghetta e che ha preso il posto della soppressa Autorità d’ambito territoriale.
La Provincia, nei giorni scorsi, ha pubblicato l’avviso per il bando di gara che riguarda proprio la realizzazione del maxi-monitoraggio della portata e dei flussi dell’Isonzo e la redazione di linee guida per un nuovo piano di manutenzione del fiume. Una volta assegnato l’incarico, dall’inizio del prossimo anno scatteranno le analisi previste nel monitoraggio che prevede anche la realizzazione di una nuova stazione di rilevamento sul fiume che verrà collocata all’altezza dell’abitato di Gabria a valle della confluenza con il Vipacco.
«Si tratta di un’iniziativa molto importante perché consentirà di avere a disposizione un’analisi completa e definitiva su tutti gli aspetti idrogeologici ed ecologici dell’Isonzo, dai banchi di ghiaia agli spostamenti del letto – premette l’assessore provinciale all’ambiente, Mara Cernic -. Uno studio che servirà per tutte le valutazioni che riguarderanno il fiume come risorsa economica e anche turistico-ricreativa.
Il monitoraggio fornirà inoltre un quadro completo dello stato di salute del fiume come ecosistema, della qualità delle acque, e consentirà di decidere con cognizione di causa sul modo migliore di affrontare il rischio delle piene. Sarà utile anche per supportare le scelte che verranno prese in merito alla nuova traversa proposta dal consorzio».
I monitoraggi riguarderanno due aspetti principali: trasporto solido e portata. Sono, infatti, soprattutto la componente del trasporto solido e le caratteristiche dei sedimenti a determinare l’equilibrio del fiume, oltre alle caratteristiche della corrente, le condizioni di pericolosità per fenomeni erosivi o di sovralluvionamento oltre all’efficienza e la stabilità delle opere idrauliche, la dinamica dei litorali. Nella relazione tecnica che la Provincia ha preparato in vista del bando si sottolinea che i dati attuali in questo senso risultano carenti e necessitano di un’adeguata integrazione. L’analisi della portata consisterà soprattutto nel monitoraggio dei livelli idrici.
L’obiettivo è di fornire informazioni che, oltre ad incrementare la mole di dati attualmente a disposizione, permettano di ottenere un arricchimento delle conoscenze sulle dinamiche idrauliche ed idrogeologiche dell’Isonzo per poter così gestire e controllare al meglio il fiume e i fenomeni naturali. Chi effettuerà il monitoraggio potrà poi interfacciarsi con l’autorità di bacino, con la Regione e con la Consulta d’ambito e redigere le linee guida del piano di manutenzione del fiume.
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