Ruspe negli ex magazzini Basevi

UDINE. La buona notizia è che gli spazi degli ex magazzini Basevi in via Micesio sono tornati nella disponibilità di una società immobiliare friulana, dopo esser stata tra i beni di una realtà piemontese (con sede però anche a Udine) ed essere transitati negli anni attraverso diverse realtà non tutte specializzate in beni immobili.
L’altra buona notizia è che proprio in quest’ultimo periodo sono entrate in azione le ruspe negli spazi del cortile per la demolizione e l’eliminazione dei fabbricati fatiscenti, adiacenti al corpo centrale. L’ultima notizia, invece, è di quelle ancora in evoluzione: il futuro di questi pregevoli spazi resta infatti ancora in bilico.
Terreno e fabbricato, un edificio catalogato tra i beni di interesse del Novecento, essendo stato disegnato dall’architetto Pietro Zanini (allievo di Raimondo D’Aronco, collega di Midena, autore tra l’altro, nei primi decenni del Novecento, anche del vecchio mercato ortofrutticolo di via Volturno e più tardi del campanile più alto d’Italia a Mortegliano), sono ora di proprietà della Immobiliare Friulana Nord, realtà legata alla famiglia Pillosio, uno dei grandi nomi dell’edilizia in provincia e non solo.
«Abbiamo concluso l’affare per entrare in possesso di questa parte importante della storia della città ancora qualche tempo fa - conferma Mirta Pillosio, alla guida della società assieme al padre Roberto -. E ora, anche dopo l’approvazione del nuovo piano regolatore (entrato definitivamente in vigore soltanto qualche mese fa), abbiamo iniziato a concentrarci sul futuro di questi spazi, anche se al momento abbiamo altri importanti lavori avviati in città, e non solo, tra cui uno molto impegnativo di recupero di un intero stabile nella centralissima via Poscolle».
Gli attuali tempi di crisi non consentono certo passi azzardati nel settore immobiliare. «Quando sarà il momento opportuno - aggiunge Mirta Pillosio - seguiremo ovviamente le indicazioni del piano regolatore, che cataloga l’area come zona residenziale mista (ovvero destinata ad abitazioni, ma anche a uffici e superfici commerciali sotto i 400 metri quadrati, ndr) ma che anche “vincola” in un certo senso l’edificio dello Zanini, essendo una delle opere di pregio nella nostra architettura del Novecento. D’altra parte basta visitare questo palazzo per scoprire che l’interno sarebbe ideale come spazio per esibizioni, mostre o anche happening. Fossimo a Berlino, a Torino o Milano, ovviamente non ci sarebbero dubbi. Nella nostra città invece bisogna stare attenti a non creare contenitori vuoti. Per questo anche noi siamo pronti a lavorare su qualche idea di possibili committenti diretti, anche se qualche progetto c’è già».
Intanto le ruspe sono all’opera per la messa in sicurezza delle parti esterne più esposte e che rischiavano di creare possibili problemi. Quando avverrà il recupero totale dell’area, nel Prgc si “suggerisce” oltre che la destinazione di una parte ad area verde anche la realizzazione, per la Udine del futuro, anche di due diverse passaggi pedonali: uno per l’accesso diretto a via Superiore, l’altro per il collegamento a via Anton Lazzaro Moro.
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