Piazza Risorgimento, la rinascita

Quotidiani freschi di stampa in piazza Risorgimento: ha riaperto l’edicola dell’angolo e l’operazione riscatto del quartiere, in passato al centro di risse e disagi, è partita.
«I residenti sono contenti di trovare i quotidiani sotto casa – hanno detto da dietro il banco Cristian, Sabrina ed Elda Rebello con Diletta -. La piazza è tornata bella e vivibile: clima sociale tranquillo e stop alle scaramucce. Gli uffici e le poste garantiscono il viavai della gente. Poi, è vero che si vendono più Gratta e vinci dei quotidiani, ma siamo tornati in sella». I Rebello hanno rilevato l’attività da Mario Frezza, storico edicolante di viale Trieste.
«Sotto il grattacielo sul ring ha chiuso l’altra edicola, lo scorso dicembre – hanno ricordato i nuovi titolari -, così abbiamo fatto il passo: i risultati ci sono». I negozi etnici sono quote di minoranza e, intorno alla fontana, sono tornate famiglie e carrozzine. Il mercatino mensile Svuotasoffitta riempie la piazza, l’ultima domenica del mese, e i commercianti chiedono ulteriori eventi.
«Abbiamo chiesto al Comune di prolungare l’illuminazione della fontana fino a mezzanotte e di installare un megaschermo in piazza in occasione dell’imminente avvio del campionato europeo di calcio – ha detto Maurizio Peschiulli, che ha aperto qualche mese fa l’agenzia “Special viaggi vacanze” -. Tanta gente si gode ormai, con l’arrivo della bella stagione, le serata in piazza. Vorremmo far decollare un calendario estivo di eventi con musica live. Il problema, casomai, è quello del mercato immobiliare, crollato del 50 per cento».
Il quartiere ha un forte tasso di immigrati residenti. «La piazza è pulita – ha misurato l’integrazione intorno alla fontana Luigi Garlatti, gestore dell’Osteria Verdi -. Gli stranieri immigrati convivono pacificamente: sarebbe bello che una parte del mercato settimanale cittadino fosse portata qui». Sotto i portici ci sono i locali etnici Kebab, Zanzibar e Tiffany, ci sono voci sul trasloco dei gestori cinesi, ma «bisogna avere il coraggio di investire – è il coro dei commercianti – e di osare».
Non tutte le voci del coro, tuttavia, parlano solo di rinascita, a proposito dell’attuale situazione di piazza Risorgimento.
«La calma è apparente – hanno fatto notare per esempio alcune esponenti del personale della farmacia Badanai-Scalzotto -. Girano ancora in zona i tossicodipendenti storici della città, over 40, che setacciano la farmacia in via Montereale e poi approdano in piazza Risorgimento. Chiedono di acquistare gocce e Tavor, un sedativo, e pagano a rate, a volte, le medicine».
Intanto a due passi, in zona Poste, si fanno scommesse sul listino prezzi del “Punto cardinale”, l’edificio ribattezzato da parte del quartiere ecomostro, con la gru in via Santa Caterina.
Chiara Benotti
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