Ecomostro, quartiere in rivolta

Orizzonte oscurato per i residenti, affari in calo per gli esercenti. «Via la luce, puliamo la polvere»

Viaggio nel quartiere dell’ecomostro, tra cittadini irritati e commercianti che imputano al“Punto cardinale” (questo il nome del maxiedificio) la causa della riduzione del loro volume d’affari. Se il malumore dei residenti era noto, è difficile stabilire quale causa del momento negativo attraversato dalle attività della zona i lavori che stanno portando alla conclusione dei 70 appartamenti e degli attigui negozi. La situazione più emblematica, in ogni caso, è quella di Orazio Zagami, titolare del Pantalonaio, negozio che ieri mattina ha subito lo sfratto esecutivo. «Non riuscivo più a pagare l’affitto – ha detto il commerciante -. La situazione è peggiorata drasticamente con l’apertura del cantiere, visto che anche i miei clienti abituali, pensando avessi chiuso l’attività a causa del soffocamento di spazi che abbiamo dovuto subire, hanno smesso di venire da me».

Al di là delle difficoltà di commercianti ed esercenti (si salva il salone di parrucchiere gestito da personale cinese), ci sono i residenti. Andrea Maggi vive in via Santa Caterina: dalla finestra del suo salotto l’ecomostro appare in tutta la sua maestosità. «Vivo qui con mia moglie e nostra figlia di 7 anni: ce ne andremo, visto che siamo costretti a pulire casa dalla polvere due volte al giorno. Ci hanno tolto il sole per “regalarci” tanto pulviscolo in più: vogliamo che la nostra bambina cresca in un luogo più salubre e, quindi cambieremo casa». C’è anche chi in piazza Costantini vive da 50 anni. «Non mi sarei mai aspettata che il posto dove ho trascorso praticamente tutta la mia vita si riducesse così» dice Delvina Fioretti, non riuscendo a trattenere la tristezza.

Massimo Pighin

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto