Storia di Elena, donna esemplare

Fu da esempio per tutte le donne laiche che volevano condurre una vita il più possibile religiosa. E la sua biografia fu scritta in lingua volgare, affinché venisse letta dal maggior numero di...

Fu da esempio per tutte le donne laiche che volevano condurre una vita il più possibile religiosa. E la sua biografia fu scritta in lingua volgare, affinché venisse letta dal maggior numero di persone possibile. Si tratta della beata Elena Valentinis (1396-1458) aristocratica udinese che fu sposa, madre, vedova e terziaria agostiniana. Per celebrare la sua figura, gli incontri tra musica, arte, storia, organizzati dalla parrocchia di Santa Maria Annunziata, sono stati quest’anno dedicati proprio alla beata, legata profondamente alla storia della città anche perché faceva parte di una delle famiglie più in vista. L’altra sera, nell’Oratorio della Purità, Andrea Tilatti, docente di Storia medievale dell’ateneo udinese, ha tenuto una conferenza sulla storia della santa. «Elena - ha detto - ebbe alcune visioni, favorì miracoli e i frati agostiniani promossero il suo culto. Da sottolineare che la sua prima biografia venne scritta in lingua volgare e non, come si usava, in latino proprio per far conoscere fra la gente la sua storia. Una storia di madre devota di sei figli, poi rimasta vedova e infine divenuta terziaria agostiniana. Il suo esempio era perfetto per far comprendere alle donne laiche che una vita di fede era possibile». Tilatti ha poi ricordato «che Elena era sposata con Antonio Cavalcanti, nobile fiorentino la cui famiglia giunse a Udine nel ’300. Ma Elena era anche una Valentinis, famiglia imparentata con i Savorgnan, una delle casate più illustri in Friuli. Per questo il suo legame con la città fu molto forte». Oltre alla conferenza, il pubblico ha potuto anche assistere al concerto di Leonardo Lizzi e Massimiliano Migliorin, giovani musicisti del Conservatorio, che hanno proposto alcuni brani. Monsignor Luciano Nobile ha infine ricordato «che raccontando la vita della beata Elena si svela anche un intero periodo storico».

Renato Schinko

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