Valeria Palumbo racconta le italiane attraverso la lente della letteratura

«Gli italiani amano le donne»: è proprio vero? Che cosa «ci siamo raccontati e continuiamo a raccontarci di noi», qual è la «narrazione nazionale» modellata dai romanzi? Sì, perché l’ultimo libro di Valeria Palumbo, Non per me sola, edito da Laterza , è proprio, come recita il sottotitolo, una “Storia delle italiane attraverso i romanzi”. Le donne sono in genere viste e raccontate «attraverso la lente, geniale, ma parziale» di autori uomini, dalle cui opere è nato un «canone» foriero di pesanti condizionamenti. Risultano infatti storicamente trascurati, in larga parte, i romanzi scritti da donne, da cui emerge una narrazione nazionale diversa.
Ciò che vale per la Storia in generale vale, ovviamente, anche per la storia delle donne: non esistono né un unico modo né un’unica prospettiva da cui raccontare, e una visione solo maschile perpetua un «bizzarro e spesso incompetente monopolio culturale». Ben venga, dunque, ogni apporto che contribuisca sia a salvare dall’oblio tante bellissime pagine scritte da donne sia a riscrivere quel canone tutto al maschile. Oggi possiamo «gettare una luce più vivida su quanto duro sia stato essere donna nel nostro Paese»: e occorre farlo – auspica l’autrice – perché «a scuola, nelle antologie, nei dibattiti, nelle collane allegate ai giornali, nelle citazioni e nelle rievocazioni, persino nelle intitolazioni di sale, strade, teatri, istituzioni, musei e biblioteche, le intellettuali non possono più mancare». Questo è un modo onesto e concreto di amare le donne.
È una lunga lotta sotterranea quella condotta dalle italiane che hanno usato l’arma della scrittura per non abbassare la testa. Il quadro delle donne dall’Ottocento in poi che emerge dalle loro pagine, assai diverso dagli stereotipi dell’egemone cultura patriarcale, testimonia di sforzi audaci per conquistare spazi di libertà, studiare, lavorare, resistere alla violenza fisica e psicologica – anche “legalizzata” – della società tradizionale: sì, perché Non per me sola racconta anche il potere, non di rado brutale, esercitato sulle donne dagli uomini di famiglia, lo sfruttamento infantile, la privazione dell’istruzione, le clausure di vario tipo, le indicibili violenze subite in tempi di guerra… Tutti temi che ci riportano alle violenze odierne e alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Valeria Palumbo avrebbe dovuto parlare sul tema “Donne. La maternità rubata” al Teatrone di Udine, per le Lezioni di Storia, lo scorso 8 marzo, ma le misure anti Covid-19 glielo hanno impedito. In attesa di ospitarla prima o poi nel nostro capoluogo, possiamo leggere questo suo libro prezioso. Sibilla Aleramo, Paola Bianchetti Drigo, Enrichetta Caracciolo, Grazia Deledda, Mariateresa Di Lascia, Luce d’Eramo, Gianna Manzini, Maria Messina, Elsa Morante, Anna Maria Ortese, Caterina Percoto, Luisa Saredo, Clotilde Scanabissi, Matilde Serao, Renata Viganò e numerose altre, alcune già note al grande pubblico, molte altre assai meno (o per niente…): a voci di donne come queste, troppo spesso taciute, Valeria Palumbo ridà voce. Facciamolo anche noi, per non continuare a credere colpevolmente a una storia a metà, priva della versione femminile. —
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