Natale col boss, il gusto snack del panettone by Lillo&Greg
di Gian Paolo Polesini
Il garbuglio ha toni, tinte e fattezze della commedia da modernariato. Roba che si vede sulle bancarelle, ormai, nei cinema girano misture tagliate male e perlopiù volgarotte. Sesso&trash, per capirci. Non fanno ridere, questo è il punto. Poi due tette non hanno mai fatto male a nessuno. Lillo&Greg, sa chi li ascolta alla radio da una vita, surfano su una comicità immediata, nulla di offensivo e soprattutto nulla di complesso. È la forza loro che usano anche al cinema, diretti da Volfango De Biasi. Sugli equivoci non soltanto Feydeau, ma gran parte del teatro si fonda. Evitano la cosiddetta “pennica Antonioni”, per capirci. Non è un cinepanettone, mettiamolo per iscritto, nonostante - col titolo - lambisca le generalità. Natale col boss è un divertissement da sgranocchiare assieme alla frutta secca e ai bagigi mentre scarti i mandarini.
I due ricalcano i ruoli traditional - il clown bianco Greg e il Pipò Lillo (tanto per stabilire gli antichi costumi circensi) - e, per l’occasione festiva, si travestono da chirurghi plastici. Sfortunatamente sono rapiti da una banda di mafia per cambiare i connotati al boss, ormai fottuto perché immortalato dalle foto della polizia. Lui, il boss, vorrebbe somigliare a DiCaprio, ma la stramba coppia capisce di Capri e, tac, ecco Peppino. Da quattro righe in croce vien fuori la situazione, alquanto intrigante, ben irrorata dalla coppia Mandelli-Ruffini, lontani dalle tavanate precedenti e inquadrati come si conviene, e da un Peppino di Capri rispolverato e passato con l’Argentil. Bravo è bravo, accidenti. Fa il capo dei capi rimesso a nuovo e se stesso in un duello degno di Brachetti.
Be’, te la spassi. Non aspettatevi A qualcuno piace caldo, adesso non esageriamo, però il gioco regge la candela e la sua figurina la fa senza lasciare traccia di noia. L’affare si complica, è chiaro. Il commissario è un colluso e i poliziotti non proprio delle faine. Ecco, in qualche zona il filmetto cede un po’ al dozzinale, ma sono lampi senza tuoni. Chi gradisce il comedy light di Stan Lillo e di Oliver Greg, è a posto per queste feste. In attesa dei migliori Aldo Giovanni e Giacomo, ultimamente fuori range come la glicemia per il divoratore di torte alla crema, il cinema natalizio offre un pacco dono con dentro lo spumante buono e non quello col tappo di plastica.
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