Ecco “Toni” e la “Carducci” caprioli orfani della mamma

MALBORGHETTO VALBRUNA. “Toni” di Tarvisio e la “Carducci” di Pontebba sono i due cuccioli di capriolo di poco più di un mese che amorevolmente la signora Ilse sta allevando in quella che, sita in località Cucco, è conosciuta come la clinica degli animali della storica Foresta di Tarvisio, foresta il cui compendio copre l’intera Valcanale, fino a Pontebba.
Nel piccolo recinto accanto alla casa rurale dove la signora Ilse vive con la famiglia, saltellano e corrono sempre insieme fra l’erba e si lasciano avvicinare solo dalla loro attuale mamma, quando arriva un estraneo cercano di nascondersi, come è appunto nel loro istinto naturale.
Erano nella foresta e chissà cosa sarà successo loro. Avranno perso la madre, forse investita da un auto, fatto sta che neanche un mese fa “Toni” quando aveva pochi giorni di vita è stato trovato da operai in via Monte Borgo, vicino all’autostrada e alla pista ciclabile a Tarvisio, e la “Carducci” nientemeno che in via Carducci a Pontebba. Le guardie forestali (il centro recupero è coordinato dalla sezione naturalistica studi e documentazione dell’Ufficio territoriale per la biodiversità del Corpo forestale dello Stato di Tarvisio) il 16 e il 19 giugno scorsi li hanno consegnati alla signora Ilse. Imparano già a cibarsi d’erba, ma intanto sono ancora ghiotti di latte e si attaccano anche al biberon.
«Sembra incredibile, ma l’appuntamento con il ciuccio avviene a orari precisi», ragguaglia la signora che non è riuscita a farli mangiare a servizio... di un bello scatto fotografico. Cresceranno così ma, purtroppo, mancando loro l’insegnamento e la guida della madre e anche perché saranno abituati alla presenza dell’uomo, non potranno ritornare alla vita selvaggia della foresta e quindi saranno destinati a vivere nella libertà limitata di qualche riserva.
Nel recinto nel bosco a una cinquantina di metri dalla casa, la signora Ilse sta accudendo anche un cervo di 13 mesi e un camoscio femmina, “Antonina”, rinvenuta tre anni fa nella zona di Tarvisio. Il cervo cui gli sono spuntate da poco le corna viene da Lauco. Pensavano fosse un cucciolo di capriolo tanto era piccolino, ma poi cresceva a vista d’occhio a ogni abbondante poppata e ora “Filippo”, così l’ha chiamato la sua nuova mamma, dimostra già l’imponenza della specie.
Per il centro recupero, questi sono giorni di normale attività. Non così è stato durante l’emergenza dello scorso inverno quando c’è stato lavoro intenso per salvare la selvaggina in grave difficoltà per le grandi nevicate. «Certamente è un impegno che richiede tanta passione e dedizione continua», commenta la signora Ilse Ivancich (cui da una mano anche il marito Antonino Buzzi), che svolge questa attività da decenni.
Giancarlo Martina
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