L'eredità di Luca Di Fulvio rivive nel "Di Fulvio Day": presentazione del nuovo romanzo alla Feltrinelli di Udine
Evento oggi alle 18 nella libreria cittadina con la Publishing Director di HarperCollins Italia Sabrina Annoni per il lancio di "Dove rinasce il sogno". A tre anni dalla scomparsa dello scrittore, la collega Paola Barbato ne raccoglie la testimonianza

In occasione dell’uscita del libro Dove rinasce il sogno, (atteso seguito di “La gang dei sogni” ), di Luca Di Fulvio, scritto con Paola Barbato e pubblicato da HarperCollins Italia, in tutta italia oggi si celebra il Di Fulvio Day. A Udine la libreria Feltrinelli partecipa con un evento alle 18, ospitando Sabrina Annoni, Publishing Director di HarperCollins Italia per approfondirne l’incredibile percorso editoriale che ne ha accompagnato la pubblicazione e ritrovare i personaggi che hanno conquistato lettori in tutto il mondo.
Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2008, “La gang dei sogni” è diventato un caso editoriale internazionale: uscito in Germania nel 2011, ha superato il milione di copie vendute, mentre in Francia ha conquistato oltre cinquecentomila lettori.
Luca Di Fulvio, scomparso nel 2023, era “un uomo di teatro”. Diplomato all’Accademia Silvio d’Amico, aveva collaborato con il Living Theatre. Gli esordi con Zelter (Zelig) la notorietà raggiunta con il giallo L’impagliatore). Tra i suoi romanzi più celebri figurano anche La ragazza che toccava il cielo, Il bambino che trovò il sole di notte, La figlia della libertà e La ballata della città eterna, (tutti pubblicati da Rizzoli). La particolare visione teatrale del mondo che appartiene a chi come Di Fulvio ha vissuto il palcoscenico è ben visibile nei suoi romanzi e sostanzia anche il sequel. Il modo di far vivere i propri protagonisti come dentro a città–scenografie ritorna non solo nell’orchestrazione di certe scene, ma anche nella gestualità attribuita ai suoi personaggi: li vedi, come a teatro.
Pubblicato in contemporanea con l’editore tedesco Bastei Lübbe, è il libro a cui Di Fulvio aveva lavorato per anni completandone la trama e scrivendone diversi capitoli prima della sua scomparsa. A raccoglierne l’eredità è stata Paola Barbato, scrittrice e sceneggiatrice, che ha dato forma al nuovo romanzo a partire dal materiale lasciato dall’autore, raccogliendone la voce, lo stile e portando avanti il racconto.
La vicenda si apre nella New York del 1942, tra i vicoli del Lower East Side, dove una ragazzina di nome Attila, cuore pulsante dell’intera vicenda, tiene viva la memoria di Christmas Luminita e delle storie che hanno attraversato generazioni. Attila si muove tra i vicoli con la sicurezza di chi conosce ogni strada e ogni via di fuga. Ogni sera raduna intorno a sé una piccola folla di ragazzini per raccontare le storie di Christmas Luminita: la radio clandestina di Harlem, i gangster del quartiere, le speranze degli ultimi. È ciò che resta del sogno iniziato nel 1909, quando un neonato di nome Natale sbarcò a Ellis Island in braccio alla madre Cetta.
Quando la voce di Christmas Luminita si spegne, su New York cala il silenzio. Ma in quel silenzio Attila cresce e comprende che le storie non muoiono se qualcuno le tiene in vita. Come Ruth che, dall’altra parte dell’oceano, con la macchina fotografica al collo tenta di consegnare alla memoria gli orrori del nazismo.
Luca di Fulvio resta un autore unico, capace di uscire dagli schemi della narrativa italiana grazie a una scrittura che è dolente e visionaria insieme, in cui buoni e cattivi sono ben delineati, in cui qualcuno cade e come nella vita vera non si rialza. Brava Barbato a rispettare l’ordito anche grazie alla vicinanza della moglie, Elisa Ruggeri che nella prima pagina del libro scrive ai lettori: «Quando mi sono ritrovata tra le mani questo romanzo ho capito che non potevo lasciarlo incompiuto. Era mio dovere prendermene cura. Ho chiesto quindi aiuto a Paola Barbato affinché l’ultima storia di Luca potesse avere una voce, affinché potesse arrivare fino a voi. Luca aveva un dono straordinario. Fin dalla prima pagina ci prendeva per mano e ci portava dentro le sue storie, senza mai lasciarci soli. Grazie, Luca. Per quello che sei stato per me e per quello che sei stato, e sempre sarai, per i tuoi lettori».
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