«Siamo diventati il paese della poesia»

Il ricordo degli amici piú cari e del sindaco Quas. Sabato i funerali

ANDREIS. Federico Tavan è morto mercoledí notte nel sonno, nella sua casa di Andreis. “Nostra preziosa eresia” se n’è andato senza disturbare, dopo che il suo passaggio terreno era stato cosí prepotentemente invadente. Il cuore, probabilmente. Certo, era stanco Federico. A 64 anni, compiuti il 5 novembre, le piaghe di una vita sempre in bilico si erano fatte piú profonde, ma nessuno avrebbe immaginato che se ne sarebbe andato cosí. Senza “avvisare”.

È stata Mariana, la badante romena che da quattro anni si prendeva cura di lui, a trovarlo senza vita, ieri mattina, nel suo letto. Soltanto due giorni prima lo avevano festeggiato. Una torta per quell’appuntamento – il compleanno – che guai a dimenticarsene! (cominciava a parlarne due mesi prima). Mercoledí per la prima volta non aveva voluto mangiare e si era ritirato presto, verso le 21.30. Poi il sonno. E la fine dei tormenti.

Federico era tornato a casa in luglio, dopo diversi mesi trascorsi nella “struttura protetta” di Spilimbergo dove era stato ricoverato. «Ecco, se oggi devo dire qualcosa – cosí Lorena Roman, la sua più grande e preziosa amica – è che abbiamo sempre fatto il possibile perché potesse tornare nella sua Andreis (nel marzo 2009, dopo che gli erano stati riconosciuti i benefici della legge Bacchelli, ndr). Lui è lí che voleva stare». Lorena lo conosceva da piú di 30 anni.

«Mi aveva scelto lui – dice –. E la prima volta che lo ricoverarono al Cim, una mattina trovai un armadio con le sue cose davanti alla porta del negozio». Quella libreria aperta a Maniago 21 anni fa e che Lorena aveva voluto chiamare La naf spazial, il titolo di una delle piú emblematiche poesie di Tavan.

L’amicizia fra l’avvocato Paolo Luisa Vissat e quel «Federico da prendere a piccole dosi» risale ai primi anni ’80. Dal 2004 il legale era anche suo amministratore di sostegno. «Lo ringrazio per avermi aperto il cuore e spesso anche la testa».

Affidano il ricordo al silenzio, invece, Franco Fasan e Cristiana Lazzaro, per anni gestori, ad Andreis, della locanda che per Tavan diventò una seconda casa.

Incredula, il sindaco di Andreis, Franca Quas («l’abbiamo visto passeggiare l’altro ieri»), prova a riassumere la gratitudine di un’intera comunità. «Attraverso i suo versi, profondissimi e dolenti, ha fatto conoscere come nessun altro Andreis e la sua particolare parlata».

Anche il Consiglio regionale ha espresso ieri il cordoglio per la scomparsa di Tavan attraverso il presidente dell’assemblea Franco Iacop. «Per la sua arte era apprezzato da letterati illustri, da Claudio Magris a Carlo Ginsburg, fino a Mauro Corona che lo affianca a Pasolini: testimonianze che ci confermano quanto la sua eredità poetica e umana meritino di essere valorizzate».

I funerali di Federico, che lascia la sorella Maria Grazia, alcune cugine e una zia, saranno celebrati sabato, alle 14.30, nella chiesa di Andreis. (c.s.)

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