Dall’università alla gloria del “Roma Fest”

“Arrivederci, Mr. Coat” di Marco Fabbro e Andrea Martelli diventa un caso. In rete già diecimila visualizzazioni
Di Gian Paolo Polesini

Una questione di favori contemporanei. Inventiva, ovviamente sì, altrimenti la tecnologia ha la stessa scarsa urgenza di un blocco di ghiaccio in casa di un eschimese, passione - ci pare chiaro - e un sano rischio giovanile. Riuscendo a traghettare una banale prova d’esame universitario in un progetto, t’infili già in un percorso sfizioso. A quel punto il contemporaneo di cui sopra ti allarga le braccia. C’è la video reflex, c’è il web; cosa volere di più? E se poi gli allievi Marco Fabbro e Andrea Martelli del corso di “Tecniche di ripresa e montaggio digitale” - laurea in “Scienze e tecnologie multimediali” - s’ingegnano con un mediometraggio dall’aspetto intrigante, un noir drammatico/surreale di 44 minuti con tanto di pupa sparita nel nulla, allora non è più solo un compito per casa, ma una web series fatta e finita.

Arrivederci, Mr.Coat è prodotto impigliato nella rete da un bel po’, di visualizzazioni ne ha affastellate ben diecimila e si avvicina a essere un caso nazionale. Soprattutto dopo aver messo all’angolo gli oltre cento aspiranti del “Roma Web Fest”, filando comodamente in finale. Se ne è accorto persino il Tg1, spazi minimi e controllati, che ha comunque dedicato un servizio arioso ai due registi udinesi. Marco, nel frattempo, il pezzo di carta se lo è appeso in camera. Doppio giro di alloro in testa per un comodo 110 con lode.

«Due anni di fatica - racconta il neo dottor Fabbro - alla ricerca della miglior divulgazione. Stringi stringi l’obiettivo da tenere in pugno è soltanto questo. Il web arriva dappertutto, ma non è matematico che finisca davanti agli occhi delle persone giuste. Alte percentuali, non la sicurezza». Il colpaccio. Una convincente recensione su YouTube Magazine Italia, condivisa dai blogger giusti, e avviene il decollo dalla piccola Patria destinazione ancora ignota, comunque si viaggia. Conta il movimento.

La consacrazione. «Ci contattano da Stream-It, il top delle web tv - spiega Marco - con la richiesta dei diritti per trasmettere Arrivederci, Mr.Coat sul digitale terrestre Channel24. Ancora un passo in avanti con la vittoria nel concorso Corecom Lazio. Siamo in zona capitale e, guarda caso, spediamo il malloppo al Roma web fest. Il resto è storia scritta fresca. Insomma, non ci siamo fermati, l’avventura poteva anche finire sul nascere».

Buon destino, capacità, intraprendenza. Un ariete consistente. Pigiamo virtualmente il pulsante dell’avvio. Una ragazza scomparsa, due poliziotti, un ispettore, ma soprattutto un fidanzato disperato: il solito poliziesco tutto ciambelle e infinite tazze di caffè? Sbagliato. In un mondo nel quale non tutto è come sembra e ciò che sembra e soggetto a svariate interpretazioni, a volte ci si ritrova ad avere un contatto pure con l’irrazionale, come se non bastasse.

La regia e la sceneggiatura è fifty-fifty fra Marco Fabbro e Andrea Martelli, pure attori (gli agenti Ponzielli e Moroni) al fianco di Daniele Ciaravella - già sbirciato nelle fiction Mediaset - di Chiara Pasqualini - in più cast di sceneggiati Rai - e di Valentina Gadaleta, Davide Lionetti, Lew Dadalt, Francesco Mele. Adesso? «Da grandi - io e Andrea - vorremmo sederci sulla poltroncina da regista. Faremo l’impossibile. Intanto abbiamo buttato giù qualcosina per un’altra web series. «Tentar non cuoce», diceva lo chef.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto