Vai Udine, ti sei meritata la sfida contro l’Olimpia

Domenica 4 gennaio l’Apu affronta Milano al PalaLido nella massima serie di basket. Coach Lino Lardo, doppio ex, analizza il momento dei friulani: «È una bella squadra e gioca bene, ora consolidi la categoria»

Giuseppe Pisano
Lino Lardo, 66 anni, ha allenato l’Olimpia Milano e l’Apu Old Wild West, ora allena a Caserta
Lino Lardo, 66 anni, ha allenato l’Olimpia Milano e l’Apu Old Wild West, ora allena a Caserta

L’Apu si accinge a sfidare l’Olimpia al Palalido di Milano, per Lino Lardo è come mettere in moto una macchina del tempo e lasciarsi andare ai ricordi. Il tecnico ligure, oggi coach della Juve Caserta in B, ha allenato entrambe le società ed è l’uomo più indicato per presentare i temi di una partita del tutto inedita ma carica di significati.

Lardo, finalmente l’Apu si misura con il mito Olimpia. Che emozioni le suscita questa gara?

«È una partita che sento molto, tra due società che sono nel mio cuore. Udine è stata una tappa importante della mia carriera, ed è arrivata dieci anni dopo l’esperienza a Milano, altra tappa di cui ho un bel ricordo. Arrivai all’Olimpia nei primi anni dell’era Armani (inizialmente solo come sponsor) e nella prima stagione ritrovammo quello spirito guerriero che piace al pubblico milanese».

Giocando contro la squadra più titolata d’Italia l’Apu corona un percorso in cui lei ha avuto un ruolo fondamentale, portando la squadra in A2.

«È vero, e le dirò che mi ha fatto molto piacere essere stato invitato dal presidente Pedone alla festa per la promozione in A, riconoscendo davanti a tutti l’importanza di quel salto di categoria. Mi piace sentirmi parte della storia bianconera, sono un tifoso dell’Apu e sono felice che sia nella massima serie».

Udine può ambire a una posizione stabile nella zona nobile della serie A?

«Certo. La società è pronta, Vertemati è un bravo allenatore e nella prima parte della stagione la squadra ha avuto delle difficoltà ma ha sempre giocato alla pari con tutti. Società, staff, squadra e tifosi si sono compattati, stanno arrivando i risultati. Ora l’obiettivo è consolidarsi».

Le piace quest’Apu?

«Sì, e si vede la mano di Vertemati. Christon è stato un innesto importante, Udine gioca una buon basket, ha una bella mentalità e può solo crescere. Che bello vedere il Carnera sempre pieno».

Parliamo dell’Olimpia. Che ricordo ha di Giorgio Armani?

«Era una persona di una semplicità e di un’umiltà incredibile. Sono stato il primo allenatore dell’Olimpia griffata Armani e voglio raccontare due aneddoti di quel periodo. Uno riguarda il giorno in cui conoscemmo, io ero in soggezione, lui mi portò a mangiare nella mensa di una delle sue sartorie e mi raccontò la sua storia. Il secondo si riferisce a un incontro avvenuto due anni dopo: ci incontrammo da avversari, si avvicinò per salutarmi e mi aggiustò il nodo della cravatta. Unico!».

Il derby di Eurolega contro la Virtus può pesare domani nelle gambe dell’Olimpia?

«Per l’Apu è meglio così, anche perché Milano ha qualche infortunato. Certo, la rosa è notevole e sono abituati a giocare sempre, l’Olimpia resta favorita, però Udine deve crederci».

Giocatori decisivi?

«Per Milano dipende dal turnover che farà Poeta, diciamo che la potenza sotto canestro con Nebo e Booker è notevole. L’Apu deve fare il suo basket, vedo bene Christon e Bendzius, ma anche Alibegovic mi sta piacendo parecchio. È cresciuto, capitano vero».

Lei ha allenato a Trapani. Cosa pensa della vicenda Shark?

«Mi sento solo di dire che i trapanesi hanno tanta passione e mi dispiace per loro».

Agli appassionati udinesi invece cosa dice?

«Che li saluto con affetto, ho tanti amici in Friuli. Spero di tornarci presto».

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