«Vai a mangiare banane». Stangato

UDINE. L’ha in qualche modo scampata nel Carnico, quando il giudice di secondo grado gli aveva ridotto questa estate da 4 a due mesi la squalifica per aver spintonato l’arbitro facendogli cadere il taccuino, ma stavolta la mannaia della giustizia sportiva si è abbattuta pesantemente sull’attaccante del Ciconicco Lorenzo Tiepolo.
Sono infatti dieci le giornate di squalifica che si è visto appioppare per aver rivolto domenica «ad un calciatore avversario una frase offensiva di stampo razzista» nel corso della gara del girone B di Seconda categoria a Cassacco e conclusasi con il successo dei padroni di casa per 1-0.
E gli è andata pure bene, visto che il giudice sportivo della delegazione di Udine ha applicato la sanzione minima prevista per questo tipo di comportamenti dal nuovo codice di giustizia sportiva.
Il “fattaccio” al 41’ del primo tempo, sul punteggio di 0-0, quando Tiepolo ha reagito a una provocazione del giocatore di colore Maxime Malò (senegalese da anni in Italia) invitandolo ad andare a «mangiare le banane».
L’arbitro Michele Schiozzi della sezione di Gorizia era li a due passi, ha sentito tutto e ha espulso il giocatore del Ciconicco, che resosi conto della gravità del suo comportamento si è subito scusato con l’avversario prima di uscire dal campo, stringendo la mano al giocatore africano e al direttore di gara. Il suo immediato pentimento non è bastato, vista la rigidità della normativa introdotta negli ultimi tempi.
Amareggiato Tiepolo ha preferito non commentate l’accaduto. Non si sottrae invece il presidente del Ciconicco Mario Lizzi: «La sua frase – sottolinea – è stata sicuramente poco opportuna, ma ritengo che con quello che sta succedendo nel mondo i veri problemi siano ben altri. Il ragazzo è stato provocato con riferimenti alla moralità di sua madre, ed essendo fatto di carne e ossa ha reagito in questo modo. Comprendo che non è una giustificazione, ma sono cose che accadono su tutti i campi di calcio».
Più caustico l’allenatore biancoverde Claudio Schiffo: «Siamo arrivati al punto – sibila – in cui a essere penalizzati siamo noi bianchi.
I giocatori di altra razza possono insultarci passandola sempre liscia, mentre chi offende loro viene punito. Ma forse non è nemmeno il caso di arrabbiarci o meravigliarci, visto che stiamo mettendo in discussione perfino il presepio nelle scuole».
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