Udinese, ultimatum a Delneri: 4 punti o si cambia tecnico

UDINE. «Signor Delneri, ci porti almeno 4 punti nelle prossime due partite». Le parole che ha ascoltato il tecnico di Aquileia, ancora sotto il peso dei sei gol subiti dalla Juventus, sono su per giù queste: il contatto dopo la seduta defaticante che, lunedì 23 ottobre, Gigi ha saltato alimentando – per qualche ora – le voci di un avvicendamento sulla panchina bianconera, un’ipotesi (poi smontata dalla spiegazione arrivata dalla stessa società: stava preparando la prossima partita al video), che testimonia però il clima tutt’altro che placido nel quale si sta muovendo l’Udinese nel suo complesso, vittima di una crisi di risultati che l’ha portata sul fondo della classifica e nell’occhio del ciclone della critica. Per questo Delneri deve fare punti a ripetizione ora, altrimenti dovrà pensarci un altro.
Non è il tempo delle mele per Gigi. La fase dell’innamoramento con Delneri è terminata. Colpa del tempo delle pere (sei) prese dalla Juve: una trama da film di serie B che i tifosi dell’Udinese non hanno digerito, tirando per la giacca Gino Pozzo.
«Colpa tua», la traduzione in termini urbani della rabbia esplosa in curva Nord l’altra sera. Cosa ne pensa Pozzo junior? «Non è il momento delle parole», la risposta alle domande girate dal cronista sulla linea telefonica Udine-Londra. No comment, direbbero gli inglesi.
Tanto i risultati parlano da soli. Sette sconfitte, due vittorie (casalinghe), 21 gol subiti, uno meno del derelitto Benevento che ha provveduto al cambio di guida tecnica, sostituendo Marco Baroni con Roberto De Zerbi. Insomma, è saltata un’altra panchina in serie A dopo quella del Cagliari che non ha ricavato molto dall’arrivo di Diego Lopez al posto di Massimo Rastelli, anche perché la Lazio è una delle protagoniste di questo torneo.
Come la Juve, si dirà e proprio il divario “numerico” della gara del Friuli lascia pensare. Perché se i sardi ne hanno beccati tre dalla squadra di Inzaghi, i bianconeri in superiorità numerica e in casa hanno chiuso con sei gol al passivo, un 2-6 che non si viveva dal 15 marzo 1987, poco più di trent’anni fa, quando l’Avellino banchettò con l’Udinese di un paròn Pozzo fresco di nomina.
Ora Gianpaolo ha affidato il timone del comando al figlio Gino che ha chiesto a chiare lettere una svolta a Delneri. Dovrà fare almeno 4 punti con Sassuolo e Atalanta nel giro di pochi giorni, tra mercoledì sera (nel turno infrasettimanale in programma al Mapei Stadium di Reggio Emilia) e domenica 29. Il minimo sindacale per poter riprendere quota e non vivere la trasferta dell’Olimpico con la Lazio, prima della sosta, con l’angoscia del condannato a morte.
L’augurio che bisogna fare a Gigi per il bene dell’Udinese è che il tecnico di Aquileia sappia estrarre dalla manica il classico asso, da calare sul tavolo del campionato. Un nuovo modulo in grado di dare più sicurezza e protezione alla difesa? Qualche pedina finora poco utilizzata o sfruttata male? Faccia lui. I detrattori a ogni costo sostengono che la materia prima non c’è, che bisogna rivolgersi alla proprietà più che sostituire Delneri.
Ecco perché l’unico nome davvero spendibile in grado di compattare anche l’ambiente davanti alle difficoltà è quello di Francesco Guidolin. Lui adesso è uno degli opinionisti di Fox Sports e aspetta una chiamata, ma dall’estero, dalla Spagna in particolare.
Al di là del valore del Guidolin allenatore, comunque di un’altra caratura – per un motivo o per un altro – rispetto al giovane Massimo Oddio o a un Davide Ballardini consunto dai tira e molla con Zamparini, il tecnico di Castefranco sarebbe una garanzia.
Il rapporto con i Pozzo? Tarallucci e vino sono su un’altra tavola, ma l’invito a cena sarebbe bene accetto da entrambi. La proprietà bianconera apprezza profondamente il Guido, non avrebbe preclusioni a un suo ritorno. Per l’allenatore veneto il richiamo del Friuli sarebbe una questione di cuore.
Ricordate quello striscione che compariva sulle tribune a ogni trasferta? «Guido nel cuore». E per lui quelle non sono solo parole.
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