Udinese-Samp, che rissa da saloon con Bud Muriel

La gara sfugge al controllo dei bianconeri dopo il rigore del colombiano e il parapiglia per l’esultanza
Udine 21 Maggio 2017 Udinese - Sampdoria. © Foto Petrussi
Udine 21 Maggio 2017 Udinese - Sampdoria. © Foto Petrussi

UDINE. Altro che tarallucci e vino. Altro che partita balneare, con l’estate vicinissima con le sue suggestioni da ombrellone e tintarella: «Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare». Avevano ancora fame di punti Udinese e Sampdoria, con in palio il decimo posto: hanno dato vita a una rissa da saloon attorno a “Bud” Muriel, hanno finito in nove contro dieci con il direttore di gara Pinzani di Empoli fischiato da tutto il Friuli per l’ennesima prestazione insufficiente di un arbitro della serie B, una volta serbatoio della categoria, ora un autentico pianto greco, già segnalato in passato da chi segue da vicino le gesta bianconere (ricordate l’addizionale Saia di Palermo contro la Lazio?).

Più che l’1-1 colpisce il bollettino “di guerra” dell’ultima gara della stagione ai Rizzi, una gara che l’Udinese ha dominato per gran parte della prima frazione, salvo poi cedere il pallino del gioco al Doria subito dopo l’intervallo, complice il cartellino rosso sventolato all’indirizzo di Rodrigo De Paul al 2’ per un intervento in spaccata sul peso piuma Torreira che è saltato come un grillus campestris sul fallo del bianconero. Espulsione. Esagerata, anche se l’argentino deve smetterla di cercare questi tackle in extremis, sono pericolosi: ricordate la botta rifilata al milanista De Sciglio perdonata dall’addizionale Nasca?

Da lì la partita, incanalata dopo pochi minuti verso un successo bianconero da un gol di Thereau su azione “di sfondamento” di Zapata, ha cambiato padrone ed è diventata di marca blucerchiata e più maschia. Smembrato il 4-4-2 di Delneri, capace di intasare il centrocampo doriano proprio grazie al lavoro degli esterni, De Paul e Jankto, l’Udinese è andata in difficoltà, anche perché Balic e Hallfredsson dovevano coprire più metri in mezzo: per questo Gigi ha prima dirottato Thereau sulla destra, poi ha sostituito Balic (che in un’ora di gioco si è acceso a intermittenza) e il francese con Badu e Matos per proporre un 4-4-1 più solido.

Udinese-Sampdoria, al Friuli finisce pari e rissa


Missione fallita per colpa del doppio “fattaccio”. Il primo: il rigore concesso alla Samp per atterramento di Muriel da parte di Gabriel Silva (generoso). Il secondo: la doppia espulsione per lo stesso Muriel e Danilo che, sull’esultanza smodata del colombiano ha pensato (male) di andare a prenderlo per il collo.

E qui – ahinoi – si apre il capitolo Luis Fernando Fruto Muriel. Famoso in Friuli più per il giro vita che per l’irreprensibile condotta da calciatore professionista, l’attaccante blucerchiato è stato pizzicato per tutto il primo tempo dal pubblico bianconero, trascinato dalla Curva Nord. Il motivo è semplice. Dopo aver salutato l’Udinese nel gennaio del 2015 senza troppa riconoscenza per i continui infortuni, i pochi gol e i tanti chili di troppo, il “gordo” di Santo Tomàs qualche mese fa ha pensato bene di tornare sull’argomento: «Per tutti sono un mangione perché Guidolin a Udine fece delle dichiarazioni su di me.

Quando le cose vanno male tutti cercano giustificazioni, ma quando vanno bene nessuno parla», raccontò Muriel facendo pensare che fu lui a fare da parafulmine alle difficoltà dell’Udinese con lui in squadra. Dichiarazioni che, evidentamente, nè i tifosi friulani, nè i vecchi compagni di squadra hanno gradito. E Danilo è uno della vecchia guardia che, una volta visto Luisito fare il gesto delle orecchie al pubblico di casa in modo reiterato, dopo la trasformazione del rigore dell’1-1, ha perso la tramontana fino a mettergli le mani al collo.



Gli osservatori sottolineano che l’esultanza di Muriel avrebbe meritato solo un’ammonizione, che Danilo si prenderà più di qualche giornata di squalifica anche perché capitano; qualcun altro aggiunge che anche il colombiano deve aver detto qualche parolina rivolta alla mamma del difensore brasiliano dell’Udinese e che nel tunnel che porta agli spogliatoi non si è tirato indietro fino a quando non è intervenuto dalla panchina doriana il vecchio saggio, Fabio Quagliarella, l’ex con il sale in zucca che ha placato gli animi.

Il resto è cronaca di una partita in nove contro dieci, con Zapata con i crampi, con Badu che si arrampica come su un baobab per tentare il clamoroso gol del 2-1 di testa. Finisce con la Samp ancora decima e l’Udinese dodicesima, sorpassata dal Sassuolo a 90’ dal termine, quelli di San Siro contro l’Inter la prossima domenica.
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