Udinese-Juventus, la squadra di Delneri manda in scena l'ennesimo harakiri - Il commento

UDINE. Venghino signori e Signora, venghino che qui c'è il vino buono e la peggior difesa del campionato. Ormai è chiaro: l'ha certificato la Juventus davanti a un Friuli quasi esaurito.
L'Udinese ha mandato in scena l'ennesimo harakiri della stagione, sprecando una rete di vantaggio, quella di Perica, facendosi un altro autogol, con Samir, vanificando la superiorità numerica (dal 26') per l'espulsione di Mario Mandzukic, beccandosi addirittura una tripletta da Sami Khedira con la complicità (sul 5-2) di Bizzarri e, in totale, sei ''pappine'' in casa.
È chiaro a questo punto che Delneri, spedito pure lui nel tunnel degli spogliatoi prima del tempo, sia di nuovo sul banco degli imputati: salvato dalla reazione veemente della truppa contro la Sampdoria, Gigi da Aquileia è stato tradito dalla difesa, da una prestazione distratta della retroguardia che doveva contenere sì Higuain, Dybala o Cuadrado, ma evitare anche che la diga si trasformasse in uno scolapasta che ha permesso ad Allegri di tornare alla vittoria dopo due giornate.
Ecco, mettetevi in tasca il manuale del bravo allenatore di Coverciano, è logico che la fase difensiva non è legata esclusivamente al rendimento dei difensori, che il famoso schermo del centrocampo (che doveva essere garantito da Hallfredsson, visti gli acciacchi di Behrami) deve funzionare a dovere ma gli errori che punteggiano le partite dell'Udinese portandola a continue sconfitte - sette in nove giornate - sono ricorrenti e praticamente fotocopiati.
Eppure la partita aveva preso una piega positiva per i colori friulani: errore a centrocampo della Juventus, uno di quelle leggerezze che la Lazio aveva saputo punire in Supercoppa e campionato, e gol di Stipe Perica, scelto per completare il reparto offensivo con Maxi Lopez: 4-1-4-1, 4-4-1-1, 4-4-2? Giocateli al Lotto, tanto la cabala nel calcio conta davvero, potrebbe scapparci una vincita. Prendete l'Udinese: ha vinto le due gare in casa con le squadre di Genova e al Friuli si è fatta due gol da sola contro i club di Torino, visto che Samir ha deciso di metterla alle sue spalle su un innocuo corner dalla sinistra di Pjanic.
Un'autorete inspiegabile, incredibile, che fa capire quanto in difficoltà sia il brasiliano, l'ombra del difensore continuo, fisico e attento che avevamo conosciuto lo scorso anno. Come mai? Non vuole giocare più come esterno sinistro? Voleva cambiare squadra in estate? Domande alle quali può rispondere soltanto lui, sul campo. Dall'altra parte, sulla destra, si è visto Alì Adnan: Delneri non ha voluto rischiare Stryger Larsen e quindi ha riproposto l'iracheno su una fascia diversa dal solito. Esperimento fallito. Il ragazzo è simpatico, è l'idolo dei social di Bagdad, ma è inadatto al nostro calcio: l'azione che porta al raddoppio della Juve è la fotografia delle sue incertezze difensive. Esce troppo in alto per disturbare Mandzukic e così si infila nel corridoio giusto per il 2-1. A quel punto l'Udinese si sfalda, Higuain centra un palo, ma l'arbitro Doveri le dà una mano: su un intervento scomposto del solita Alì, il fischietto romano non assegna il rigore a Mandzukic, ammonisce tutti e due per la gazzarra in area. Poi al croato della Juve scappa un ''vaffa'' che gli costa l'espulsione.
Ossigeno. L'Udinese respira, impegna due volte (super) Buffon con Jankto e dopo un paio di minuti della ripresa pareggia il conto con Danilo, sul filo del fuorigioco. Bravo, ma è nell'altra metà campo che ti aspetti di veder svettare il brasiliano, al rientro dopo l'infortunio. Invece succede che su un'azione analoga Rugani ripaghi il capitano e un Nuytinck incertissimo con un colpo di testa che chiude il conto. Dal quel momento l'Udinese non c'è più. Khedira ne fa tre e si porta il pallone della partita a casa, Pjanic fa esplodere la festa juventina e fa partire l'udienza: l'imputato Gigi si difenda...
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