Udinese, il giudice: nessun buu a Koulibaly

UDINE. La panna montata a Napoli si sgonfia dopo il comunicato emesso ieri dal giudice sportivo della serie A, Gerardo Mastrandrea: al Friuli lo scorso sabato non c’è stato alcun “buu” rivolto al senegalese Koulibaly, come ha sostenuto per un paio di giorni per un paio di giorni il portale ilcalcionapoli.it che aveva utilizzato anche i social per diffondere le accuse di razzismo nei confronti del pubblico bianconero, circa ventimila spettatori, anche se alcune migliaia avevano i colori azzurri nel cuore.
Nessuna beatificazione del Friuli, per carità, lo stesso giudice ha inflitto un’ammenda all’Udinese per alcuni cori della curva Nord alla fine del primo tempo, ma dire che è stata una serata imbevuta di antisportività e razzismo come emerge dal servizio del sito web napoletano è quanto di più falso può esserci.
Non non si tratta di una questione di caprina, lo dicono i numeri. Nelle prime ventiquattro ore sulla pagina Facebook del portale il post con la ricostruzione di parte e le accuse gratuite alla tifoseria friulana aveva raccolto oltre 3.200 like, 350 condivisioni e centinaia di commenti.
Già, i commenti: sono quelli che hanno stupito più di tutto, anche se il web ormai ci ha abituato all’offesa a tutto campo, travalicando pure il buon gusto, oltre al confine – labile e addirittura opinabile nella rete – dell’educazione.
D’altra parte si dice che da coda su internet sia il dopo-partita dei tifosi, dove i post sostistuiscono i cori da stadio.
Ecco perché ci si aspettava una presa di posizione dello “Staff di il CalcioNapoli” che neppure dopo il comunicato del giudice Mastandrea ha rimosso l’articolo intitolato: «I tifosi dell’Udinese lo provocano vigliaccamente, Koulibaly reagisce da fenomeno!».
La ricostruzione è decisamente da troll, direbbero i frequentatori dei social network, un termine che potrebbe essere tradotto con una parola in italiano: provocatore.
Perché nonostante allo stadio Friuli nessuno abbia udito distintamente i – purtroppo tristi – buu rivolti ai giocatori di colore da parte delle frange razziste di tifosi, nonostante nè dalla telecronaca diffusa in diretta sia da Sky, sia da Premium si sia orecchiato alcun ululato rivolto a Koulibaly (uno dei migliori in campo, tra l’altro), l’articolo ha proposto una ricostruzione non veritiera: «Il centrale di Sarri, sul finire del match, è stato bersagliato di “uuu” razzisti dei friulani dopo uno scontro di gioco con un calciatore friulano».
Poi l’invito rivolto ai navigatori: «Cosa diciamo a quelle bestie?».
Una domanda che aveva trovato anche la risposta di qualche tifoso friulano che ha cercato proporre la ricostruzione esatta della scaramuccia tra Koulibaly e Perica, ma è stato travolto dagli insulti. Gratuiti.
Il giudice sportivo l’ha certificato ieri. Nessun buu. Solo «cori insultanti nei confronti della tifoseria avversaria, ripetuti tre volte al 44’ del primo tempo» per un’ammenda di 5 mila euro all’Udinese.
Finiscono “in cavalleria”, invece i petardi fatti esplodere a ripetizione nel settore ospiti. Ma il dottor Mastrandrea non ha negato l’evidenza.
Bomboni e fumogeni si sono sentiti e visti. Semplicemente ha fatto presente che, vista la collaborazione della società (il Napoli in questo caso), inutile rifilare una multa.
Un precedente che riapre la strada ai “giochi pirotecnici” negli stadi italiani?
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