Udinese, il gioiellino Balic ha già acceso il Friuli

Un’ora in campo contro l’Atalanta è bastata: le sue geometrie convincono
Udine, 07 maggio 2017 Calcio Serie A 2016-2017, 35¡giornata Udinese vs Atalanta Nella foto il centrocampista dellÕUdinese Andrija Balic. © Foto Petrussi / Ferraro Simone
Udine, 07 maggio 2017 Calcio Serie A 2016-2017, 35¡giornata Udinese vs Atalanta Nella foto il centrocampista dellÕUdinese Andrija Balic. © Foto Petrussi / Ferraro Simone

UDINE. Sono bastati 64 minuti di numero per accendere il Friuli. «Balic, Balic, Balic» dalle bocche dei tifosi al momento della sostituzione con Kums. E giù battimani.

L’applausometro dei Rizzi domenica ha fatto segnare picchi insoliti per un’esordiente, segno che lo spalatino ha fatto capire di saperci fare: da queste parti la gente in tribuna non ha l’anello al naso, ha avuto l’opportunità di scoprire fior di campioni nel corso degli anni, se uno ha senso del gioco e geometrie nei piedi si colgono al volo le potenzialità.

E il giovane Andrjia, 20 anni solo il prossimo 11 agosto, ne ha parecchie, anche se il ruolo è ancora tutto da scoprire.

Strategia. In patria giocava alle spalle delle punte, ma anche in Croazia era considerato il clone di Andrea Pirlo che Balic ricorda per le movenze, per l’andatura e anche per la sapienza calcistica, anche se per arrivare ai livelli del “maestro” dovrà ancora sudare parecchio.

Anche l’ex azzurro cominciò da trequartista per poi spostarsi in regia, un percorso che pare essere stato intrapreso dal numero 99 bianconero che contro l’Atalanta si è mosso da mezzala destra, al fianco del roccioso Hallfredsson che lo ha aiutato non poco nei corpo a corpo in mediana.

Il punto è però un altro: l’Udinese adesso deve metterlo nelle condizioni di esprimersi, di maturare ed esplodere. Come fece con Alexis Sanchez che arrivò giovanissimo e che prima di entrare in orbita si calò nei panni della riserva di Pepe e Quagliarella: una volta ceduti questi due, nella stagione 2010-2011 diventò titolare. Boom.

In un solo campionato – e che campionato, gente! – e via nel Barcellona. Più rischiosa la strategia del prestito. Come è successo con Candreva o Zielinski.

L’attuale interista andò al Livorno con la formula della cessione temporanea, ma non volle più ritornare passando attraverso le esperienze in prestito con Juventus, Parma e Cesena prima dell’esplosione con la maglia della Lazio che lo acquistò definitivamente.

Il polacco invece si è consacrato a Empoli con Sarri e Giampaolo e da là l’Udinese l’ha girato al Napoli per 20 milioni la scorsa estate.

Insomma, tutti e due una volta partiti (e sgrezzati) non sono più rientrati. E si sa che la “goduria” per un due-tre anni è l’unica consolazione per i tifosi dell’Udinese quando si tratta di potenziali campioni di caratura internazionale.

Numeri. Ma Balic può davvero diventare un giocatore di spessore? In Croazia ne sono certi. Tanto che Igor Tudor, di scuola Hajduk, ex difensore della Juventus ora allenatore del Galatasaray, lo vorrebbe con se in Turchia.

E gli scout di mezzo mondo sono d’accordo con lui. In soldoni, domenica contro l’Atalanta Andrjia ha fatto vedere solo una minima parte del suo potenziale.

In poco più di un’ora di gioco ha avuto un’occasione da gol, ha fatto un solo tiro, ma si è calato bene nella parte del giocatore di qualità della mediana bianconera, considerando che l’Udinese ha giostrato (in media, secondo le statistiche della Lega serie A) con il baricentro più alto di 6 metri rispetto a quello degli avversari: 54,03 per i bianconeri, 48.03 per gli atalantini, segno che si è giocato più nella metà campo degli ospiti.

E Balic l’ha fatto con precisione: 14 passaggi positivi, solo 3 negativi, ma anche due palle recuperare e 3 “intercetti”. L’unico neo, l’ammonizione subita una volta che si era visto sfuggire l’avversario a centrocampo. Questione di esperienza.

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