Udinese, il futuro in cinque passi

UDINE. Il Napoli? Ha segnato al primo tiro in porta. Ma poi che rumba. un quarto d’ora di claves suonate dallo scugnizzo Lorenzo (Insigne). Perché l’Udinese non è stata malaccio, tatticamente era anche piacevole vederla incartare Sarri per un tempo, salvo poi arrendersi all’alba della ripresa complice un calo (clamoroso) di tensione.
Delneri, commentando le gesta dei suoi a caldo, ha parlato di una prima frazione ammirevole, di un Matos emblema del piano bianconero, studiato in settimana per bloccare le trame napoletane nella zona centrale del campo e poi sfogarsi sulle fasce laterali. In teoria. La verità è che l’Udinese non ha giocato da manuale e il brasiliano di Bahia è frizzante come un’Alka Selzer. Si spegne in un minuto, o giù di lì.
Obiettivo. Ma Gigi non è uno stolto. E non ha voluto gettare fumo dopo una prestazione ricca di slanci (da qui i complimenti alla squadra per la generosità) e di errori, errori che hanno condizionato il risultato e non possono essere mandati inscena in serie A senza poi pagare dazio. Di Wague e Widmer quelli più evidenti, ma ce ne sono stati altri sparpagliati durante tutti e 90 i minuti.
Prendete per esempio Badu, mister generosità: è troppo poco disciplinato per poter essere digerito da una mediana che deve per forza lavorare “a fisarmonica” per compattare i reparti. Così anche Fofana scompare: insomma, è un caso che con il ghanese titolare il francesino abbia reso di meno? Domande che Delneri si sta facendo, è chiaro, così come sa che Matos non è il massimo nè a destra, nè a sinistra, ma in quel ruolo, ha poco o nulla con quelle caratteristiche.
Perciò è meglio coinvolgere anche il buon Ryder che però dovrebbe fare una telefonatina a Simone Pepe per capire che per trasformarsi da attaccante a esterno bisogna farsi “il mazzo”.
Confronti. Detto questo bisogna sottolineare che adesso il tecnico di Aquileia sta cercando di coinvolgere più giocatori possibile nel suo progetto perché si trova davanti al primo momento della verità.
Ridisegnata la squadra dal punto di vista tattico, fatto un richiamino (un buon richiamino) atletico, ora l’Udinese deve dimostrare la propria caratura. Il calendario racconta questo con davanti cinque passi che chiariranno le ambizioni bianconere e detteranno le mosse del mercato di gennaio.
Gli impegni esterni con Cagliari (la prossima domenica), Atalanta e Sampdoria, quelli casalinghi con Bologna e Crotone sono l’occasione per capire cosa funziona e cosa non funziona davvero in casa bianconera, se gli errori sono cronici o se sono stati provocati dal valore dell’avversario, se gli “imbarazzi” tattici possono essere progressivamente risolti o se persistono a dispetto del lavoro al campo di Gigi.
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