Udinese e Becao, quando il mercato fa danni

Il difensore dopo un inizio di stagione da protagonista si è fermato per un infortunio, è rientrato dopo il Mondiale ma il suo rendimento non è stato più lo stesso
Massimo Meroi

Ricordate quando si raccontava che con Becao la difesa dell’Udinese era una cosa e senza un’altra? Sembra passata una vita e invece eravamo all’inizio di questa contraddittoria stagione bianconera.

Oggi il numero 50 bianconero da cigno sembra essersi trasformato in brutto anatroccolo. Le chiusure decise e implacabili sono diventate incerte, il diretto avversario che prima rimediava solo brutte figure, ora gli sfugge via. Nzola, di certo non al meglio della condizione visto che era alla prima da titolare dopo oltre un mese, sembrava Osimhen.

Leader della difesa

Il difensore brasiliano sembra l’emblema di questo particolare campionato dell’Udinese. Implacabile fino alla decima giornata, coincisa con lo 0-0 all’Olimpico contro la Lazio, Becao era il leader di un reparto difensivo che fino alla gara del 3 ottobre con il Verona aveva subito otto gol in altrettante partite (quattro all’esordio con il Milan) con tre cleen sheet.

Assente nel 2-2 con l’Atalanta, era tornato in pista per il già citato pareggio senza reti con la Lazio. Poi sei assenze con l’Udinese capace di raccogliere alla sosta appena tre punti.

Contratto

In quel periodo tanti rumors sul suo conto. Qualcuno ipotizzò addirittura che il problema non fosse di natura fisica ma riguardasse la decisione del giocatore di non voler prolungare il contratto con l’Udinese in scadenza nel 2024. Gino Pozzo gli offriva un accordo fino al 2025 per avere poi più potere al momento della vendita in estate. Niente da fare.

Voci di mercato

Dopo la sosta per il Mondiale, però, Becao è tornato titolare. La ripresa del campionato, il 4 gennaio con l’Empoli, è coincisa con l’inizio del mercato invernale chiuso poi il 31. Esclusa qualche eccezione, del Becao ammirato a inizio campionato neanche l’ombra. All’inizio si pensava fosse un problema di condizione fisica, ma oggi dopo nove partite in cui Sottil non gli ha fatto saltare nemmeno un minuto, l’alibi non tiene.

Inevitabilmente il pensiero è andato un po’ a quel mancato rinnovo di contratto e alle voci che volevano più di qualche club interessato alle sue prestazioni. L’Inter, innanzitutto, che a un certo punto ha anche pensato di cedere subito Skriniar al Paris Saint Germain, ma anche l’Atalanta e poi l’Everton che negli ultimi giorni di gennaio si era fatta sotto facendo un’offerta sia per lui che per Beto.

«Il lavoro non si ferma mai. Anche con la sessione invernale chiusa, andiamo avanti a lavorare focalizzati verso future opportunità. Abbiamo avuto incontri con Inter e Atalanta in ottica estiva per il calciomercato europeo!», il post pubblicato a inizio febbraio dall’account ufficiale Instagram Antoniu’s Assessoria Esportiva, l’agenzia che ha la procura di Becao. D’accordo che al futuro ci pensano i procuratori, ma se questo è l’andazzo, è impensabile che il calciatore sia totalmente focalizzato sul presente.

Reazione

L’assist poi non sfruttato da Dzeko, l’assurdo intervento in scivolata in occasione del primo gol dello Spezia evidenziano una manzanza di concentrazione. Certo, il ruolo di centrale, ricoperto domenica per la squalificata di Bijol, presuppone compiti e responsabilità diverse, ma da un giocatore del suo spessore ci si aspetta un altro rendimento e una immediata reazione. A meno che il Becao del 2022 (perché anche con Cioffi aveva fatto benissimo) non fosse stato l’eccezione.

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