Udinese battuta al Friuli dallo Spezia, addio Coppa Italia

E' finita 3 a 2 per gli ospiti. I bianconeri sono passati in vantaggio con De Paul, ma si sono fatti rimontare e superare in pochi minuti. Zapata ha sbagliato un rigore

UDINE. Addio coppa Italia. L'Udinese saluta anzitempo la competizione, cannando di brutto la prima uscita ufficiale, e toglie il disturbo tra le rumorose contestazioni sollevate dai propri tifosi, allibiti dopo avere assistito ai vecchi e per niente cari errori che la scorsa stagione costarono quasi la retrocessione.

Già, perchè tra amnesie difensive e difetti di mira in attacco, l'Udinese ha dato l'idea di trovarsi ancora legata al passato, ma soprattutto a metà di tutto, favorendo più le insicurezze delle sicurezze sul nuovo modulo (3-4-1-2).

Sarà dunque lo Spezia di Mimmo Di Carlo a sfidare il Palermo al quarto turno, proseguendo così il cammino in una Tim Cup che d'ora in avanti, invece, non sarà più un diversivo per i bianconeri. Limitarsi a spiegare la sconfitta cercando ad ogni costo l'episodio decisivo sarebbe sbagliato e poco costruttivo.

E' vero che la svolta alla partita è individuabile a cavallo tra il 10' e il 14' della ripresa, quando Zapata ha prima fallito dal dischetto l'opportunità del possibile 2-2 e poi Nenè ha infilato Karnezis per la terza volta, ma a quel punto di non ritorno l'Udinese ci è arrivata dopo un primo tempo a dir poco enigmatico, cominciato con grande determinazione ma senza costrutto.

Troppo poche, infatti, le occasioni create nel primo quarto d'ora "di fuoco", entrambe con De Paul, e troppo imprecisi anche i servizi in rifinitura dei vari Armero, Badu e Widmer dalle fasce con un Matos confusionario e un Zapata troppo individualista, spesso largo a sinistra, zona da cui ha crossato invano al centro.

A quel punto, con lo Spezia messo nella propria metà campo, i bianconeri avrebbero dovuto ottenere di più, e invece, al 26' lo Spezia ha fatto suonare il primo campanello di allarme con la botta al volo di Sciaudone, abilmente alzata in angolo da Karnezis, ancora decisivo sul colpo di testa di Sciaudone e poi graziato poi dalla punizione a fil di palo di Nenè.

Occasioni nate da un progressivo e sempre più evidente scollegamento tra i reparti dell'Udinese, con distanze lunghe in mediana, con un Fofana andato via via in difficoltà, e in difesa, dove Heurtuax ha dato prova di distrazione costanti.

Il francese è stato l'anello debole della difesa, imbalsamata sul gol in area piccola di Nenè al 38', arrivato tre minuti dopo il destro da fuori di De Paul, risultato vincente solo per la deviazione di Valentini.

Ecco, lì l'Udinese è sparita mentalmente, prendendo subito dopo il pareggio, anche il gol dello svantaggio, siglato da Okereke al 41', ma propiziato dal mancato movimento di Heurtaux, per un fuorigioco mai arrivato. Nella ripresa Iachini ha provato a svoltarla inserendo Penaranda e Hallfredsson dal 15', ma l'errore di Zapata dal dischetto, poi ancora inguardabile alzando la mira dall'interno dell'area piccola (22'), hanno fatto calare il sipario.

Lo Spezia si è reso ancora pericoloso in contropiede (respinta di Karnezis di Mastinù), Felipe si è visto annullare un gol sotto misura e Zapata ha imbucato il 2-3 da posizione ravvicinata, e alla fine è stato lo Spezia a raccogliere gli applausi. All'Udinese solo i fischi.

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