Udinese, attenti al contagio: se crescono i positivi può saltare l’Atalanta
UDINE. Dita incrociate in casa Udinese, e il rito scaramantico è d'obbligo dopo che il Covid è sbarcato «nell’isola felice», come dichiarato dal dt Pierpaolo Marino domenica ai microfoni di Dazn prima del lunch match dell’Olimpico, quando il dirigente bianconero ha ammesso che il coronavirus aveva fatto breccia nel club friulano, senza tuttavia dare ulteriori ragguagli né sul numero e tanto meno sui nominativi di quanti erano risultati positivi ai tamponi effettuati sabato mattina, prima della partenza della comitiva per Roma.
Un riserbo ovviamente legato a doppio filo con la privacy, quello tenuto dal dirigente, a cui comunque Marino ha voluto fare uno strappo attribuendo la causa del Covid nell’Udinese a un giocatore tornato dalle nazionali. E visto che De Paul, Pereyra e Larsen domenica erano regolarmente al proprio posto, il riferimento cade su uno tra Okaka, Lasagna e Nestorovski, assenti a Roma e nel caso del macedone già in Coppa Italia a metà settimana.
Scoperchiato il vaso di Pandora, ecco che alle già assenze dell’ultimo momento con la Fiorentina di Mandragora e De Maio – prima convocati e poi assenti in lista –, a Roma si sono poi notate quelle last-minute di Ouwejan, Makengo e Nicolas che mercoledì erano stati a disposizione per la sfida a eliminazione diretta con i viola.
A tutti loro si è poi aggiunta l’assenza di Luca Gotti, che alla vigilia aveva saltato la consueta conferenza stampa di presentazione, preludio, di lì a poche ore, di un altro forfait indicativo rappresentato dalla mancata comunicazione della lista dei convocati per la Lazio.
Fin qui quanto è accaduto, ma è innegabile che la prospettiva ora debba volgere al futuro, a cominciare dalla prossima sfida con l’Atalanta di domenica al Friuli, partita che l’Udinese potrebbe anche chiedere di non giocare qualora le positività aumentassero, appellandosi alla normativa Uefa che concede il rinvio (una sola volta all’anno) ai club che hanno avuto almeno dieci positivi nell’arco di una settimana, ma che al tempo stesso impone di giocare avendo almeno 13 giocatori sani (12 più il portiere), uniformando così il positivo Covid al pari di un infortunato.
In attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali, è certo che solo l’azienda sanitaria locale saprà il numero delle positività all’interno del club in settimana, visto che per regolamento ogni società di serie A deve dichiararle al presidio sanitario territoriale, ma è certo che il cluster bianconero andrà monitorato con attenzione, ricordando che il protocollo medico adottato dalla Figc impone l’isolamento fiduciario a tutti i membri del gruppo squadra, compresi i negativi che per continuare ad allenarsi devono sottoporsi all'esecuzione dei test molecolari ogni 48 ore, e agli esami sierologici a cadenza di 10 giorni.
È proprio quello che ha già fatto l'Udinese (oggi a riposo), allenatasi ieri con Gabriele Cioffi al timone, assistito dai collaboratori tecnici Giampiero Pinzi, Ismael Garcia e Enrico Iodice. Gotti infatti è rimasto a casa e ha delegato, senza dunque avvalersi del drone usato dal suo collega Pioli, positivo, che al Milan sta allenato in smart working da tre settimane. Va inoltre ricordato che nel giorno della partita sono previsti test rapidi con risposta in 4 ore e che la quarantena, ridotta da 14 a 10 giorni dalla circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020, è revocabile solo a fronte di accertate negatività. —
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