L'Apu Udine sbatte contro Trento: percentuali da dimenticare e dipendenza dal duo Battle-Valentine
L'analisi del match del Carnera: la serata storta dei due scorer mette a nudo la mancanza di un "piano B" e le difficoltà del pacchetto italiani

Ha vinto chi ha sbagliato meno. È abbastanza semplice la lettura della partita fra Apu Old Wild West e Trento: gli ospiti l’hanno portata a casa nonostante 16 palle perse, un modesto 38% al tiro e appena 74 punti fatti, perché Udine è riuscita a fare peggio. Una serata storta al tiro può capitare, ma il match di sabato sera lascia qualche punto interrogativo in vista del futuro.
Dipendenza
È singolare notare che anche i bianconeri di casa hanno tirato col 38% dal campo e hanno perso, pur effettuando 6 tiri più dei trentini. A condannare alla sconfitta l’Apu sono state le polveri asciutte al tiro da tre (22% con 7/22) e i troppi errori ai liberi (58% con 11/19), oltre all’inusuale segno meno nella sfida a rimbalzo (37-44 per l’Aquila). Il problema va cercato nelle pieghe delle statistiche. Era palese sin dalla chiusura del roster che le sorti di questa squadra sono legate a doppio filo al rendimento della coppia Battle-Valentine, sabato lo si è visto una volta di più: i due scorer udinesi si sono presi 31 dei 64 tiri di squadra, quasi la metà, segnandone solo 10. A cui vanno sommati gli errori (3) dalla lunetta.
Cercasi alternative
Ed eccoci al cuore del discorso: se non segnano loro due, chi lo fa? Servirebbe un piano B, che contro Trento non è scattato. B come Bendzius, un giocatore preso un anno fa per la sua abilità nell’aprire le difese grazie all’ottimo tiro da fuori, ma che nell’ultimo match è sembrato intimorito da oltre l’arco (ha rifiutato alcuni tiri in situazioni favorevoli) e ha sommato la miseria di 5 punti. Non è certo il caso di gettare la croce addosso al lituano, ma considerando lo scarso apporto difensivo qualche riflessione va fatta.
B come Bucarelli, ancora alla ricerca dell’adattamento alla categoria. Nei soli 9’ disputati contro l’Aquila, ha fallito alcune triple aperte, più in generale siamo a 2 punti di media a partita. È un’Apu che non sembra avere tanti punti nelle mani, almeno per ora.
Il pacchetto italiani, che l’anno scorso fu determinante, ne ha davvero pochini. E meno male che Calzavara ha risolto la sfida del Paladesio.
Sisko è un giocatore sublime, ma non è uno scorer. Sta viaggiando in doppia cifra di media McGlynn, ma non è certo lui l’uomo da cavalcare (4/10 da due contro Trento, a dirla tutta) se non entra il tiro a Battle e Valentine. Già nel campionato precedente Udine viaggiava nelle retrovie per punti realizzati a partita (un’ottantina scarsa), non vorremmo che il problema sia rimasto irrisolto.
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