L’Apu al primo ko: Trento è più forte e passa al Carnera
Udine resta aggrappata alla partita fino agli ultimi minuti ma deve cedere. Pesano i troppi fatti commessi subito da Battle e la serata no di Valentine. L’ultimo sussulto sul 60-60 a a 5’ dalla fine, poi la sgasata degli ospiti

Per battere Trento l’Apu avrebbe dovuto essere perfetta, se i suoi frombolieri Valentine e Battle per ragioni diverse giocano male o ingranano tardi e perde la lotta a rimbalzo (36-44) l’impresa è impossibile. Udine lotta fino alla fine ma perde per 66-74 la prima partita in campionato, gli ospiti espugnano il Carnera perché dimostrano di essere più forti. Testa a Treviso, domenica c’è un altro scontro che vale quattro punti. Questo campionato butta così.
Vero, Udine inizia con le sue armi, transizione, tiro da tre, intensità. Inizia anche bene, errori da fuori a parte, difende. Ma l’avversario è tosto: Olivari, Charlie Brown, che ha un tiro mortifero formato catapulta romana, Bigelow, Niang jr e tanto altro talento e atletismo, sono una gran bella squadra, anche se nuova ed è sempre meglio affrontarla adesso che tra due-tre mesi quando sarà ancor più rodata.
Fine primo quarto 21-23 con magata finale da tre quarti campo di Sisko annullata da un Var che ha il bidone dell’immondizia al posto del cuore, tanto per citare Gigi Buffon. Vertemati ha ruotato tutti i 10 senior.
Battle è appiedato da due falli e devono giocare tanto assieme Calzavara e Sisko, che se serve sa anche fare canestro. Il problema, insormontabile, per Udine si chiama però Olivari (22 punti alla fine), una macchina da canestri, che fa a fette la difesa di casa con siluri terrificanti. Quando Battle rientra e fa il terzo fallo butta malissimo. Il ragazzo è forte, le avversarie ora lo conoscono, lo attaccano, lui è generoso, difende e non sa amministrarsi. Imparerà. Intanto, senza la sua bocca da fuoco, Udine si smarrisce. Due tre azioni con palloni buttati via.
“Udine, Udine” canta il palazzo (in curva rissa sfiorata per la solita bandiera che oscura la vallata, sta roba finisce male), ma senza Battle, che avrebbe dovuto pure marcare Olivari, col tiro da fuori che non entra, all’intervallo l’Apu dall’arco ha uno sconfortante 3 su 18 (Bucarelli 3 triple fallite solo soletto), andare all’intervallo solo sotto 33-38 è già un’impresa.
Avviso ai naviganti, meglio ripeterlo: delle 10 squadre su 16 che in Serie A fanno le coppe l’Aquila sulla carta è la decima, forse la nona, al massimo l’ottava. Immaginate come sono le altre.
Servirebbe Valentine, ballava a modo suo il chitarrista nel riscaldamento, in campo stavolta non ci siamo. Tira, ritira, ma sbaglia tutto. Pure i liberi. Prendere o lasciare, lo si sapeva al momento della firma. Alla lunga uno così è meglio averlo per farla franca nel girone infernale della bassa Serie A. Con anche Battle in panchina così però non ne esci. Catapulta Brown segna da tre, al secondo fallo in attacco fischiato all’Apu il 35-42 è un sinistro presagio. “Trento, Trento” canta la ventina di tifosi ospiti
. Anche se Bigelow fa emergere tutti i limiti di Bendzius in difesa – l‘età non aiuta anche se c’è Mobio a coprirgli le spalle –, gli arbitri si mettono a fischiare ogni sospiro e Olivari e il numero 0 Brown non si placano, con la regia di Von Karajan Sisko (che giocatore, il migliore dei suoi), le triple di Calzavara e Battle e un solido McGlynn sotto, l’Apu resta in scia a fine terzo quarto 50-54. Non poca cosa. Quando anche il baby Cattapan piazza la tripla del 52-59 i due punti sembrano andare alla città all’ombra del Bondone. Ma il cuore della squadra di Vertemati è grande. Al pari della solidità mentale.
Assist celestiale di Bendzius per McGlynn: 59-60, poi 60-60. Il Carnera è una bolgia. Sisko viene abbattuto mentre da sotto sta per sorpassare. Fallo antisportivo? Macchè. Resta minuti a terra soccorso dai sanitari. Si gioca un mini-supplementare di 5 minuti. Niente da fare. Mentre Udine ha tirato 7 su 32 da tre, la tripla che si è costruito Olivari dall’angolo è l’emblema della partita. Uno così ti leva dagli impicci in un amen. Valentine non gli risponde, persino Niang jr si unisce al bombardamento. Trento sgasa, Udine stavolta non la prende più. Tenace, organizzata, con più talento della scorsa stagione ma ieri sera troppo imperfetta contro il maggiore talento dell’Aquila. Al massimo l’ottava di chi fa le coppe. Figurarsi come sono le altre.
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