Apu Udine-Scafati, il doppio ex Caroti: «Partita speciale, il Carnera sarà il fattore in più»
Il playmaker ripercorre i trionfi in bianconero e lancia la sfida di campionato: «Vertemati è una garanzia, Sisko un regista di livello Eurolega»

Se Apu e Scafati si preparano a sfidarsi nella prima giornata del campionato di serie A un po’ di merito ce l’ha anche Lorenzo Caroti, uno specialista delle promozioni. “Lollo”, oggi a Brindisi in A2, ha portato entrambe le squadre nella massima serie nelle ultime due stagioni, quindi lo abbiamo voluto coinvolgere nella presentazione di questa gara.
Caroti, che effetto le fa pensare a Udine-Scafati?
«Per me non è una partita banale. Sono due città in cui ho vissuto, giocato e vinto. Sono state annate diverse, di entrambi i posti ho grandi ricordi. Ho allacciato rapporti con tanti amici».
Guarderà la partita?
«Non in diretta, perché domenica giochiamo alla stessa ora, noi di Brindisi siamo in trasferta a Cremona. Magari la guarderò in streaming il giorno dopo».
Qual è il suo pronostico?
«La prima di campionato è sempre una partita particolare. Udine ha in vantaggio del fattore campo, immagino che il Carnera sarà pieno e spingerà la squadra. Vertemati è una garanzia per l’Apu, è lì da quattro anni e ha scelto i giocatori per la sua pallacanestro, però Scafati sarà avversaria ostica».
Da playmaker che giudizio darebbe di Sisko?
«Ricordo di averlo affrontato nella fase iniziale di un Europeo Under 20. È un regista clamoroso, da Eurolega, con grandi letture».
Sempre da play: come vede la crescita di Calzavara?
«Ne parlano tutti benissimo, qui a Brindisi conservano tutti un gran ricordo di lui. È un capitano giovane, che si è meritato questa responsabilità. L’anno scorso ha fatto bene da esordiente in A, magari troverà qualche difficoltà perché ora lo conoscono, ma sono convinto che saprà ripetersi».
Che effetto le fa vedere l’Apu senza la “vecchia guardia” che l’ha portata in A?
«Nel nostro lavoro ci sono i cicli. Quando finiscono è dura separarsi, specialmente dove si è stati bene. La cosa importante è che la società e la tifoseria abbiano un ottimo ricordo di giocatori che hanno fatto la storia del club. Non parlo di me stesso, ma di Mirza, Ikangi e Da Ros, che in tre anni sono riusciti a fare una semifinale, una promozione diretta e una salvezza con Final Eight di Coppa».
Di quel gruppo rimane Vertemati, il suo mentore.
«Con Adriano ci si vuol bene. Ha creduto in me a 21 anni, mi ha portato a Treviglio e mi ha affidato le chiavi della squadra. Lo reputo un grande coach, competente, gran lavoratore. Non per niente è approdato alla Nazionale».
Ora a Udine c’è Andrea Conti, con cui lei ha lavorato alla Vanoli.
«Ho un ottimo ricordo di lui, è una persona perbene e un serio professionista. È bravo a scegliere i giocatori, ha l’occhio lungo di chi ha giocato per tanti anni. Quest’anno ha portato all’Apu Mobio, che considero un fratello».
La nuova Scafati come la vede?
«Credo possa fare bene, ha potenziale. Certo, ha fatto tante scommesse, però ci sono giocatori di livello come Mascolo, Moore e McGruder. I lunghi sono molto atletici, se si calano bene nel basket italiano posso stupire. E poi vincere a Scafati è sempre dura».
Un parere sulla nuova serie A, con le due romane al posto di Vanoli e Brescia?
«Mi dispiace molto non ci sia più la Vanoli, una società meravigliosa. Il patron Aldo era il nonno di tutti, una persona di valori con una parola buona per ciascuno. Non è un caso che uno come Casarin sia esploso proprio a Cremona, la Vanoli era famiglia. Quanto alla nuova serie A, il livello si è alzato molto: penso agli investimenti di Napoli e Varese, a quelli delle romane».
Che dice di Verona, altra squadra che lei portò in A?
«Piazza con tanta passione e un palasport bellissimo Non è un caso se Verona è tornata in A con Ramagli: nella gestione del gruppo è un fenomeno. Gli auguro il meglio».
La Cantù di Vitucci?
«Frank altro gigante. A Brindisi ne parlano come di un Dio, l’anno scorso ha Scafati ci ha presi al 13º posto e ci ha portato in A. Farà bene anche a Cantù».
Lei quest’anno mira alla sua quinta promozione della carriera?
«Per forza, devo raggiungere il record di Guidone Rosselli e Ramagli!».
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